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Il debole legame tra GcMAF ed infezione da HIV. Una freccia spezzata nella faretra dei negazionisti.

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Messaggio Da silence Dom 8 Apr - 18:35



Il debole legame tra GcMAF ed infezione da HIV. Una freccia spezzata nella faretra dei negazionisti.

Associazione Nazionale per lotta contro l'AIDS


Roma, 4 aprile 2012

Il Prof. Guido Poli, dell'Università Vita-Salute San Raffaele, Milano e Capo dell'Unità d’Immunopatogenesi dell’AIDS, IRCCS San Raffaele, Milano, ha redatto per la SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, una position paper sulle teorie esposte da ricercatori appartenenti alla corrente dei negazionisti, di coloro cioè che confutano la tesi che HIV sia agente eziologico dell'AIDS. La position paper originale in lingua inglese è pubblicata sul sito della Simit [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] accessibile solo ad utenti registrati; con il consenso dell'autore pubblichiamo qui una traduzione in italiano effettuata da Giulio Maria Corbelli e rivista dall'autore.

Il debole legame tra GcMAF ed infezione da HIV.
Una freccia spezzata nella faretra dei negazionisti.

Alla scorsa conferenza ICAR tenutasi a Firenze nel marzo 2011, un poster presentato da Gabriele Morucci e Tiziana Punzi dell'Università di Firenze riguardante gli “Effetti del cadmio e del Gc-Macrophage Activating Factor (Gc-MAF) sui target intracellulari dell'HIV in cellule polmonari umane normali e trasformate” ha sollevato il consenso e l'entusiasmo dei cosiddetti negazionisti dell'AIDS, vale a dire coloro i quali non riconoscono l'eziologia dell'AIDS nell'infezione da virus dell'immunodeficienza umana (HIV) 1. Non tanto per il contenuto scientifico del loro poster, di cui discuterò più avanti, ma per aver scritto nelle conclusioni la frase: “I nostri dati... forniscono una prova sperimentale alle parole 'Il nostro sistema immunitario si libererebbe del virus nel giro di poche settimane, se si gode di un buon sistema immunitario', ribaltando così la relazione di causa-effetto tra HIV e AIDS data per scontata da molto tempo”. Il poster è ora visibile sul sito web della compagnia che produce il Gc-MAF a sostegno dell'uso nel loro mercato di questa molecola per curare “cancro, AIDS e malattie immuni”. In questo articolo analizzerò le conoscenze relative agli effetti del Gc-MAF nell'infezione da HIV in vitro e in vivo.

La prima considerazione è che nell'era della tecnologia del DNA ricombinante che ha permesso di sequenziare il genoma umano è bizzarro che una attività biologica “rilevante” descritta nel 1987 (dallo stesso gruppo che ora afferma la sua efficacia contro l'infezione da HIV 2) non abbia portato all'identificazione di uno specifico gene e della proteina correlata. Il termine “MAF” è stato usato comunemente negli anni '70 ed è stato essenzialmente abbandonato in questo campo dopo la dimostrazione della sua identità con l'interferone-γ (IFN-γ), effettivamente uno dei principali “fattori di attivazione dei macrofagi” 3. Un articolo in cui si identificava un MAF distinto dall'IFN-γ è stato pubblicato nel 1988 4, ma non esistono conferme. Naturalmente, l'IFN-γ non è l'unico “fattore di attivazione dei macrofagi” dal momento che questa funzione può essere esercitata da diverse citochine, chemochine e fattori di natura non-proteica come le prostaglandine e i leucotrieni.

In secondo luogo, l'articolo principale di riferimento citato dagli autori nel loro poster è stato pubblicato nel 2009 5. Quasi tutti i riferimenti relativi al GcMAF citati nello studio sono “self-referred” (vale a dire fanno riferimento a pubblicazioni dello stesso gruppo di ricercatori), un indicatore che genera molti sospetti sulla rilevanza delle “scoperte” descritte in quegli articoli. Una analisi più tecnica dei dati da loro pubblicati rivela l'adozione di metodologie opinabili per affrontare questioni monumentali come l'“eradicazione virale”, incluso l'impiego di un metodo basato sulla coltura di linee cellulari per determinare “la carica virale nel plasma del paziente” invece che metodi sensibili basati sulla PCR (o equivalenti); ma anche quando è stata adottata la RT-PCR il suo cut-off era di 400 copie/ml, uno standard chiaramente obsoleto se confrontato con il comune standard di 50 copie o inferiore in uso da diversi anni.

Terzo, la deduzione che “la somministrazione di GcMAF ha normalizzato i livelli di attività della Nagalase (un enzima che, secondo gli autori, deglicosila il precursore del MAF portando all'inattivazione del MAF, la cui attività è aumentata dall'infezione da HIV ed “è un componente intrinseco della proteina dell'involucro gp120”) a quelli degli gruppo di controllo, rivelando una eradicazione dell'infezione da HIV” manca in maniera così evidente di dimostrazione che i revisori e il direttore del Journal of Medical Virology (Impact Factor medio-basso: 2,47) avrebbe dovuto chiederne l'eliminazione per le vaste implicazioni che una tale affermazione potrebbe avere. In effetti la stessa affermazione è stata inclusa nell'Introduzione del poster di Morucci e Punzi: “Finora, è stato dimostrato che il GcMAF eradica l'infezione da HIV in pazienti HIV-positivi asintomatici 5, e qui riportiamo per la prima volta i suoi effetti in pazienti in AIDS conclamata (BOX 1).”

Cosa s’impara dal box 1 del poster? Questo box sintetizza i dati raccolti relativamente a due pazienti in AIDS che hanno deciso spontaneamente di assumere GcMAF.Il Case report 1 descrive il caso di un paziente resistente alla “ARV convenzionale” (non meglio specificata) che ha mostrato un guadagno nella conta delle cellule CD4+ (da 40 a 298 cellule/ml – presumibilmente intendendo “μl”...) e una riduzione della viremia da 160.000 a 2.343 copie/ml dopo 10 settimane di sospensione della terapia ARV convenzionale e l'assunzione di GcMAF attraverso iniezioni intramuscolari con miglioramento delle condizioni generali, incluso il dolore da neuropatia periferica e la rigidezza degli arti.
Il secondo Case report descrive gli eventi accaduti a un'altra paziente in AIDS che, dopo la terza iniezione di GcMAF seguente alla sospensione della HAART ha sperimentato sintomi infiammatori sistemici rilevanti in seguito all'iniezione di GcMAF (arrossamenti, dolore muscolare diffuso, febbre alta, emicrania, eccetera) alleviati dall'assunzione di un agente anti-infiammatorio. L'unica informazione supplementare fornita è che “da allora la paziente riferisce un costante miglioramento delle sue condizioni generali” per cui gli autori sorprendentemente concludono che “Questi effetti collaterali, sebbene indesiderati, sembrano dimostrare che GcMAF effettivamente induce ricostituzione del sistema immunitario.”

Chiaramente, questi due casi non permettono di trarre alcuna conclusione sull'efficacia di GcMAF sulla replicazione di HIV in vivo, dal momento che il miglioramento delle condizioni generali, l’aumento del numero di cellule CD4+ e la riduzione (in ogni caso, non eradicazione!) della viremia in pazienti multi-drug exeprienced, anche se di un certo interesse, potrebbe essere il risultato di molte variabili non considerate nella sintesi. La descrizione del secondo caso stride per mancanza di dati clinici (viremia? conta delle cellule CD4?) e solleva la preoccupazione che GcMAF possa indurre reazioni infiammatorie sistemiche e non “effetti di ricostituzione immunitaria” come incomprensibilmente interpretato dagli autori.

Il resto del poster descrive effetti di attivazione/differenziazione su una linea di cellule tumorali polmonari (MCF-7) e su una linea di cellule monocitiche (MonoMac 6) in risposta a GcMAF, risultati che sono chiaramente non correlati all'infezione da HIV e all'affermazione finale degli autori.

In conclusione, l'uso aneddotico di GcMAF in individui HIV-positivi non guadagna alcuna conferma scientifica da questo poster e non dovrebbe essere incoraggiata dalla comunità medica. Al contrario, l'informazione, basata sul presente report, che GcMAF possa indurre una sindrome infiammatoria sistemica dovrebbe essere comunicata alla comunità medica per ulteriormente scoraggiarne l'uso “sperimentale” in individui HIV-positivi. Questa conclusione è in linea con il commento della rivista Medical Hypothesis che ha deciso di rigettare l'articolo del team a cui appartengono gli autori di questo poster con la seguente motivazione: “Questo articolo è stato permanentemente rifiutato. La politica editoriale di Medical Hypothesis rende chiaro che la rivista considera 'idee scientifiche radicali, speculative e non-mainstream', e gli articoli saranno accettati solo se esse sono 'coerenti e chiaramente descritte'. Tuttavia, abbiamo ricevuto gravi espressioni di preoccupazione sulla qualità di questo articolo. Dati questi importanti segnali di preoccupazione, abbiamo commissionato a un panel di esperti esterno di indagare le circostanze in cui questo articolo sia giunto alla pubblicazione online. Il panel ha raccomandato che l'articolo venga sottoposto a una peer-review esterna. In seguito al processo di peer-review condotto dal team editoriale di The Lancet, tutti i cinque revisori esterni hanno raccomandato il rigetto, e in conseguenza di ciò il panel di esperti ha raccomandato il rifiuto permanente. L'editore si scusa per ogni inconveniente che ciò potrebbe arrecare. La versione integrale della politica di Elsevier per il rifiuto degli articoli può essere consultata all'indirizzo [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] 1. Ogni ulteriore commento è superfluo.

Riferimenti bibliografici

1. Ruggiero M, Galletti MP, Pacini S, Punzi T, Morucci G, Gulisano M. WITHDRAWN: Aids denialism at the ministry of health. Med Hypotheses. 2009.

2. Yamamoto N, Ngwenya BZ. Activation of mouse peritoneal macrophages by lysophospholipids and ether derivatives of neutral lipids and phospholipids. Cancer Res. 1987;47:2008-2013.

3. Billiau A, Matthys P. Interferon-gamma: a historical perspective. Cytokine Growth Factor Rev. 2009;20:97-113.

4. Jones MP, Gunapala DE, Matutes E, Catovsky D, Coates AR. A novel human macrophage-activating factor: distinction from interferon-gamma (IFN-gamma) and granulocyte-macrophage colony-stimulating factor (GMCSF). Cell Immunol. 1988;113:361-375.

5. Yamamoto N, Ushijima N, Koga Y. Immunotherapy of HIV-infected patients with Gc protein-derived macrophage activating factor (GcMAF). J Med Virol. 2009;81:16-26.




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Messaggio Da gloria Dom 8 Apr - 19:41

se non vedo i grafici io non capisco... confused study
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Messaggio Da Ospite Dom 8 Apr - 19:46

Nemmeno io...grafici e slides please!

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Messaggio Da silence Dom 8 Apr - 19:53

..oh ragazzuole.... ci sono stata troppo poco tempo nel dorum...prendete quello che viene!!!! affraid lol!
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Messaggio Da silence Dom 8 Apr - 21:14

ragazzi..per favore amalgamiamoci alla massa..prendiamo tutto come oro colato quello che ci raccontano le "fonti ufficiali..chiudiamo il cervello...perchè sennò sti qua ci fanno un c...o tanto!!!
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] ....beeh..beeh..beeh

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