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HIV/AIDS. Tornano i negazionisti.

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Messaggio Da Gex Lun 16 Mag - 12:22

Roma, 16 maggio 2011. Apprendiamo che un sedicente “gruppo indipendente di attivisti, medici e ricercatori italiani” si riunirà oggi a congresso a Bari sotto il titolo “Aids e Hiv: tutto quello che non vi hanno detto”. Ovvero che l’Hiv è un’invenzione e non una patologia virale che può condurre all’Aids, che le terapie sono una truffa e la prevenzione è inutile.

Sono le teorie dette negazioniste, che ciclicamente ricompaiono nonostante da oltre un decennio siano innegabili le evidenze dell’efficacia delle terapie antiretrovirali, evidenze semplicemente valutabili in termini di vite umane salvate in Italia e nel mondo. Teorie vecchie, ben note, ma mai supportate da evidenze scientifiche o sottoposte a revisioni, né tantomeno presentate alle associazioni di lotta all’Aids.

La diretta correlazione tra la diffusione delle terapie e il calo dei contagi di Hiv e delle morti per Aids è un’evidenza ampiamente documentata e condivisa da comunità scientifiche, associazioni di pazienti e attivisti, organismi internazionali. Ma per i negazionisti che si riuniranno a Bari, questi argomenti sarebbero solo “pregiudizi e tabù che ancora attanagliano la società”, sui quali ovviamente intendono “fare luce”, propagandati da organizzazioni che si occupano di rendere note alla popolazione solamente “realtà farmacologiche e mediatiche di natura speculativa”. Sono accuse pesanti.

Le tesi complottiste possono avere un certo fascino, che può colpire anche i media, ma quando producono migliaia di morti bisognerebbe procedere con cautela. In Sudafrica, dice uno studio della Harvard School of Public Health, dal 2000 al 2005 il negazionismo, che ha prodotto la mancata somministrazione di farmaci e la totale assenza di politiche sanitarie di prevenzione, ha provocato la morte di 300mila persone, la nascita di 25mila bambini con Hiv e un numero enorme di orfani. Detto questo, esprimiamo innazitutto la nostra grande preoccupazione nei confronti delle persone con HIV/AIDS, che potrebbero – se già in difficoltà a convivere con l’HIV e quanto ciò comporta in termini di stigma e difficoltà relazionali e medico-cliniche – rimanerne affascinate o coinvolte e quindi seguirle con tutte le conseguenze del caso in termini salute personale e pubblica.

Solo ieri Medici Senza Frontiere ha presentato il rapporto Getting ahead of the wave, sullo stato della diffusione dei farmaci salvavita per Hiv/Aids e le prospettive del prossimo decennio, che richiama le linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulla somministrazione delle terapie. L’Onu sarà riunita a New York a luglio per un High Level Meeting su prospettive e strumenti nella lotta globale all’Aids, nello stesso mese si terrà a Roma la Conferenza mondiale della International Aids Society (IAS), organizzata attivamente anche dal nostro Istituto Superiore di Sanità, e preceduta il 12 luglio dal Forum delle associazioni e organizzazioni di lotta all’Aids del nostro Paese, nel trentennale dell’inizio dell’epidemia.

La lotta all’Aids è un impegno globale cruciale, compreso nei Millennium Developing Goals sanciti sempre dall’Onu, per il raggiungimento dei quali è fondamentale l’impegno del Fondo Globale per la lotta a Aids, malaria e tubercolosi. Proprio lo stesso Fondo al quale peraltro l’Italia non versa un euro, nonostante le promesse, dal 2008, e per il quale non ha assunto alcun impegno futuro, unico Paese del G8 e non solo.

La lotta all’Aids è un impegno condiviso in diverse sedi, istituzionali e non, procede con un continuo confronto e dibattito, non prevede posizioni pregiudiziali e si appoggia alle evidenze e non ai pregiudizi. Siamo consapevoli di tutti gli interessi e le difficoltà che accompagnano tale lotta, ma proprio per questo non accettiamo lezioni di indipendenza da chi si pone al di fuori di tale confronto lanciando accuse che farebbe bene a documentare.

Sollecitiamo le istituzioni sanitarie, l’università e la comunità scientifica italiana a vigilare e se necessario controbattere le tesi negazioniste. Non possiamo più accettare che la strategia di lotta all’Aids, globale e condivisa, efficace e trasparente, supportata da evidenze scientifiche acquisite da tempo, possa essere messa in discussione da fantasiose teorie complottiste.
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Messaggio Da Gex Lun 16 Mag - 17:25

L'Aids è un invenzione. L'ultima trovata dei negazionisti
di Moreno D'Angelo

Teorie negazioniste nel convegno “Aids ed Hiv: tutto quello che non vi hanno detto”, promosso da un gruppo indipendente di attivisti, medici e ricercatori italiani, in programma oggi a Bari. L'Hiv sarebbe un'invenzione e non una patologia virale che può condurre all'Aids e che quindi tutte la prevenzione e le terapie in atto siano inutili ed animate da altri fini. Sono teorie negazioniste che da tempo animano internet e alcune pubblicazioni sensibili ai temi del complottismo. Teorie che non hanno mai trovato riscontri nel dibattito scientifico e che non hanno mai fatto breccia in una realtà tanto sensibile come quella delle associazioni di lotta all'Aids.

Da oltre un decennio è innegabile la correlazione tra la diffusione e l'efficienza delle terapie antiretrovirali ed i risultati in termini di vite umane salvate. Ma per i negazionisti si tratta solo di pregiudizi e tabù che attanagliano la società ed in pratica di un lucroso business di natura speculativa legato a case farmaceutiche e realtà mediatiche. Uno studio della Harvard School of Public Health ha documentato che in Sud Africa tra il 2000 ed il 2005 la mancata somministrazione di farmaci indotta dai santoni del negazionismo, in assenza di politiche sanitarie di prevenzione, ha provocato la morte di 300mila persone e la nascita di 25mila bimbi con Hiv oltre a numerosi orfani.

La Lila (Lega Italiana per la lotta contro l'Aids) lancia l'allarme contro il rischio che persone con Hiv/Aids restino affascinate e seguire queste fantasiose teorie, con sviluppi drammatici per la salute personale e pubblica. Il tema dell'Aids, a trentanni dall'esplosione dell'epidemia, sta tornado all'attenzione dei media dopo un periodo in cui non sembra vi siano stati particolari segnali in termini preventivi sulla cittadinanza.

Un rapporto presentato da Medici Senza Frontiere ha fatto il punto su stato della diffusione dei farmaci salvavita per Hiv/Aids e prospettive nel prossimo decennio, richiamandosi alle linee guida dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Anche l'Onu si riunirà a luglio a New York per valutare prospettive e strumenti nella lotta globale all'Aids. In Italia si terrà a Roma la Conferenza mondiale della International Aids Society (IAS) con l'attiva partecipazione del nostro Istituto Superiore di Sanità. A completare il quadro delle iniziative in tema Aids è in programma il 12 luglio un Forum delle associazioni di lotta all'Aids.

La Lila precisa: «La lotta all'Aids è un impegno globale cruciale, compreso nei Millennium Developing Goals sanciti sempre dall'Onu, per il raggiungimento dei quali è fondamentale l'impegno del Fondo Globale per la lotta a Aids, malaria e tubercolosi. Proprio lo stesso Fondo al quale peraltro l'Italia non versa un euro, nonostante le promesse, dal 2008, e per il quale non ha assunto alcun impegno futuro, unico Paese del G8 e non solo».La lotta all'Aids come tutta la ricerca scientifica non si basa su dogmi ma su un continuo e vivace confronto tra posizioni e tesi che poggiano su evidenze e non su pregiudizi. I negazionisti sono totalmente fuori da questo confronto che anima la comunità scientifico sanitaria. La Lila sollecita le istituzioni sanitarie e la comunità scientifica e l'università a vigilare e se necessario a controbattere le tesi negazioniste e concludono: «Non possiamo più accettare che la strategia di lotta all'Aids, globale e condivisa, efficace e trasparente, supportata da evidenze scientifiche acquisite da tempo, possa essere messa in discussione da fantasiose teorie complottiste».

Pare evidente come in Italia da tempo sembra si sia abbassata la guardia nel campo della prevenzione. I comportamenti sessuali dei giovanissimi paiono sempre più disinvolti. E non pare che vi siano campagne mediatiche che tengano vivo l'allarme.
Dati ancora drammatici

Nel mondo vi sono 33,3 milioni persone affette da Hiv di cui trenta nei paesi in via di sviluppo. Rispetto a dieci anni fa il tasso di prevalenza Hiv nella fascia tra i 15 e i 19 anni è rimasto fermo allo 0,8% ma continua ad aumentare specie in Medio Oriente e Nord Africa ed in Asia centrale dove si sono registrati aumenti di casi nell'ordine del 25%.

I numeri complessivi parlano di un calo di infezioni tra il 2001 ed il 2009 di tra i 2,6 ed i 3 milioni. Ma il bilancio di morti resta pesante: 1,8 milioni. Pare che il virus torni ad essere diffuso nella comunità omosessuale in paesi Europa ed Asia e tra i consumatori di droghe con siringa.

In America settentrionale le persone infettatesi nel 2009 sono state 70 mila e 26 mila quelle decedute per malattie correlate all’Aids. Complessivamente in Canada e Stati Uniti nel 2009 le persone affette da Hiv erano 1,5 milioni (nel 2001 erano 1,2 milioni). Nel Centro Europa resta ad un livello basso e stabile. E' però preoccupante che nel 2009 la diffusione abbia toccato per il 19% giovani tra 15 e 24 anni e per il 20% le donne. In 21 dei 23 Paesi dell’area occidentale, nel 2009 sono stati segnalati 24.703 casi di nuova diagnosi di infezione da Hiv, con un tasso di 6,7 per 100.000 abitanti. I dati indicano che qui l'epidemia di Hiv è caratterizzata da un continuo aumento della trasmissione sessuale.e dell'infezione Hiv Il 10% delle nuove diagnosi nel 2009 è stato segnalato in individui di 15-24 anni e il 28% era donna. Il 40% dei casi di Hiv è stato acquisito attraverso rapporti eterosessuali (9.960 casi), mentre i rapporti tra maschi omosessuali rappresentano il 37% delle infezioni (9.042 casi). In questo mare di tabelle e dati è da segnalare come la Bulgaria abbia il triste primato di aver triplicato i casi di Aids.
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