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Un nuovo contagio a settimana L'Aids a Varese resta una peste

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Messaggio Da Gex Sab 31 Mar - 6:22

VARESE Un nuovo contagio ogni settimana. Questa la media di espansione dell'Hiv nella provincia di Varese se nell'ultimo anno l'Asl ha contato 51 nuovi casi, e di questi una volta su tre si è tratto di persone in cui la malattia, l'Aids, era già conclamata.
Significa che si tratta di persone che, per diverso tempo, hanno continuato a vivere la loro sessualità senza precauzioni, con il rischio di contagiare altre persone. Per questo l'Asl ha deciso di potenziare le attività di screening e diagnosi precoce dell'Hiv.
Può sembrare un paradosso, ma da quando si è trovata una terapia per rallentare gli effetti di questa malattia che rimane comunque incurabile, la soglia di attenzione nella popolazione si è drasticamente abbassata, soprattutto tra i ragazzi più giovani, quelli che non hanno vissuto il grande allarme a cavallo tra gli anni '80 e '90. Così capita che le persone, pur avendo già contratto il virus per via sessuale, continuino ad avere comportamenti a rischio senza neppure dubitare di poter contagiare altre persone.
«Una condizione che aumenta i rischi di contagio per gli altri e provoca una progressione più rapida della malattia nel singolo per l'impossibilità di iniziare precocemente la terapia antiretrovirale» spiega il primario del reparto infettivi del Circolo, Paolo Grossi. Nel suo reparto ci sono persino persone che fanno ripetutamente il test, anche per anni, fino a quando non risultano positivi: segno che sono consapevoli di rischiare il contagio, eppure non modificano il loro comportamento. «É come se l'Hiv non facesse più così paura ma è sbagliato - spiega il medico - una terapia c'è, è vero, ma non guarisce e non è neppure indolore perché lascia segni importanti nel fisico delle persone».
In particolare a Varese nel 2011 si sono registrati 17 nuovi casi di Aids (12 uomini e cinque donne) e 34 nuovi casi di infezione da Hiv (26 nei maschi e 18 nelle femmine). Ormai la malattia si trasmette soprattutto per via sessuale: rapporti omosessuali o bisessuali nel 41% dei casi, 44% rapporti eterosessuali in cui una volta su sei c'è la consapevolezza che il partner è sieropositivo. Residuali i contagi per scambio di siringhe nei tossicodipendenti (tra le cause prevalenti tre anni fa e oggi ridotta al 3 % dei casi) e nell'esercizio della prostituzione, con analoga percentuale.
In questo contesto le nuove strategie adottate dall'Asl non si limitano alla maggiore accessibilità dei test anti Hiv, sempre gratuiti, inseriti in un percorso di consulenza ed eventuale accompagnamento alla terapia e disponibili al Centro malattie a trasmissione sessuale, nei sette presidi dei Sert e nei reparti delle malattie infettive degli ospedali di Varese e di Busto. L'Asl punta soprattutto alla sensibilizzazione della popolazione sulla necessità di effettuare il test nel caso di comportamenti a rischio. E si rivolge soprattutto ai giovani, i più esposti al contagio, grazie alla collaborazione con l'Informagiovani del Comune di Varese che ha elaborato il progetto "Leonerd".
Un fumetto di cui saranno realizzate 24 strisce diluite in un anno (due uscite al mese) da diffondere attraverso Facebook e altri social network oltre a un blog dedicato iosonoleonerd.wordpress.com con tutte le avventure di Leonèrd e dei suoi "curiosi" amici.


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