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Il sole malato

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Messaggio Da Rafael Mer 15 Giu - 21:08

La malattia si chiama AIDS; è la sintesi di Acquired Immune Deficincy Syndrome. I francesi, che hanno la mania di invertire le sigle ,preferiscono battezzarla SIDA.
Coi dati immessi nel calcolatore elettronico si ottiene una strana immagine del microrganismo: che affascina e ripugna. Sembra un sole malato, di uno sfolgorante rosso arancione, con degli aculei che spuntano come raggi minacciosi.
Ha già colpito forse cinque, forse dieci milioni di persone (dati anno 1987 n.d.Raf ); e a Parigi ha ispirato una canzone che dice: “Male del secolo, malattia d’amore”.
Su questo pianeta vivono oltre cinque miliardi di individui: raccolti nelle megalopoli e che, con gli aerei, raggiungono in poche ore i più lontani luoghi della terra.
Un tempo le grandi epidemie, sifilide e colera, venivano diffuse dagli eserciti, o dai marinai e dai mercanti, che ritornavano dalle invasioni e dai traffici. Oggi il contagio minaccia soprattutto chi si abbandona a comportamenti rischiosi: gli stupefacenti o i rapporti omosessuali, ma il Ministro della Sanità inglese ha lanciato un avviso anche ai businessmen :” Stiano bene attenti coloro che viaggiano per affari, che vanno in luoghi esotici. Portino con se’ la moglie o un buon libro da leggere a letto”.
Hanno inventato parecchie definizioni, e tutte suggerite dallo spavento o dal ribrezzo : la peste del Duemila il Settimo flagello della Storia; si parte da cinquecento anni prima della nascita di Cristo, quando ad Atene un morbo mise in ginocchio una intera civiltà.
L’AIDS semina affanno e solitudine. Un malato, che sente arrivare la fine, si confida con un prete :” Il grottesco è che se uno ha un infarto, o anche un tumore, ne può parlare a tutti, e tutti ne parlano, e gli amici lo vanno a trovare, a fargli compagnia.
“Di questa disgrazia, invece, bisogna tacere. Il terrore è nell’aria; sono un appestato, un lebbroso, anzi una carogna. Se si venisse a sapere, in tutto il condominio ci sarebbe la psicosi del contagio.
“So che il mio itinerario è breve e io mi sento, in questo enorme caseggiato, come un clandestino a bordo. Dici che dopo, quando tutti sapranno la verità , mi malediranno?”
Sembra di essere ritornati ai giorni di Sodoma e Gomorra” lamenta un sacerdote che si dedica agli infermi. Infatti il vecchio arcivescovo di Genova, il cardinale Siri, proclamava : “L’AIDS è il castigo di Dio. I peccati capitali avanzano nel mondo. In risposta, il Signore ci manda l’AIDS”.
Ma Madre Teresa di Calcutta apre a Manhattan un ospedale per i colpiti, e i vescovi della Francia spiegano che Gesù ha accolto tutti i malati, e il Dio che preghiamo ogni giorno non è un sadico, e non vuole la sofferenza e la morte dell’uomo.
Nell’antica teologia giudaico-cristiana, racconta un moralista, il sangue è parte della vita, il sesso sorgente d’amore, lo sperma principio di fecondità : e questi sono i maggiori veicoli per trasmettere il morbo.
Del resto, secondo un documento del sinodo di York, almeno venti preti anglicani sono stati colpiti dall’AIDS e la causa è la pederastia. Oltre quattrocento pastori risultano iscritti all’associazione dei gay cristiani. Dice il reverendo Tony Highton, senza gridare allo scandalo: Non vogliamo cacciarli. Bisogna espellere invece chi non si lascerà aiutare”.
Che fare allora? “Il contagio non sarà fermato col caucciù” predica Hoffner, l’arcivescovo di Colonia. Ma un pastore evangelico, il reverendo Titchener, nella sua piccola chiesa californiana, distribuisce ai fedeli ostie e preservativi. Anche tra gli ecclesiastici c’è tanta confusione. Forse avremo una maggiore castità; ma è una virtù che nasce dal terrore.
E il panico incoraggia il sospetto e le condanne: in Asia contro i bianchi, in Europa contro gli Africani, e poi, ovunque, contro gli invertiti, le prostitute, gli emofiliaci, tutti quelli insomma che possono essere dei portatori.
A Tokio, nei bagni dove vengono praticati speciali massaggi, o nei bar dove le fanciulle gentili intrattengono gli ospiti con le raffinate attenzioni dell’Oriente, si moltiplicano i cartelli con la scritta: ”solo per giapponesi”. Questo attivissimo popolo è il più grande consumatore di “condom” , di contraccettivi.
C’è chi propone subito dei rimedi: negli Stati Uniti, Lyndon La Rouche vedrebbe con simpatia l’istituzione di ghetti da impiantare nella sconfinata Arizona.
L’idea piace a Jean Marie Le Pen, leader della destra francese, che sfida gli oppositori “Si iniettino la saliva di un affetto da SIDA” dice “ così mi dimostreranno almeno di essere coraggiosi”.
A Cuba risultano già passati ai fatti: cento persone contaminate sono state chiuse in un edificio, proprio come i delinquenti. L’ islanda sta attrezzando, allo scopo, un vecchio albergo ora in disuso. Ma è piu’ liberale: i ricoverati potranno andare al lavoro, però sotto scorta.
C’è anche chi ha suggerito, in Scozia, e la proposta ha trovato favorevole accoglienza tra alcuni medici della Germania ovest , di tatuare, in un posto discreto, ma evidente in caso di intimità, i sieropositivi. Una stella gialla sul petto, nel Reich di Hitler, distingueva gli ebrei.
Certo è difficile conciliare la dignità umana e la sicurezza sociale: ma il lager, il campo di concentramento, non è un rimedio, specialmente ora che la calamità minaccia, con una progressione drammatica, anche gli eterosessuali.
Negli USA lo screening è in funzione per oltre due milioni di militari, in Cina per gli studenti stranieri, nel Belgio per quelli che arrivano dal Terzo Mondo, in Francia è obbligatorio per chi richiede la licenza di matrimonio.
(continua...)


Ultima modifica di Rafael il Ven 17 Giu - 20:58 - modificato 1 volta.
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Messaggio Da Ospite Gio 16 Giu - 7:02

Questo è allucinante...non oso immaginare cosa abbia significato per quelli che hanno vissuto questa situazione in quel periodo...al giorno d`oggi al massimo i conoscenti ti evitano se lo scoprono. Per il resto...magari a noi novellini sembra di vivere chissà quale stigma ma in confronto...

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Messaggio Da gloria Ven 17 Giu - 20:40

qualche sera fa, prima di dormire, ho letto qualche pagina di una raccolta di gialli. Il brano di intitolava "il pietoso angelo della morte" di lawrence Block". Mi ci sono imbattuta senza aspettarmi quello che mi avrebbe riservato e l'ho letto d'un fiato, riconoscendo scene, situazioni, sensazioni legate ai primi anni dell'hiv.
Grazie al cielo il peggio è passato, è stata dura ma è passato!
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