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Leishmaniosi canina, emergenza estate

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Messaggio Da Gex Mer 11 Mag - 20:24

Con l’arrivo della stagione di viaggi e vacanze per i nostri cani cresce il rischio di contrarre la Leishmaniosi. In Italia, dove 1 famiglia su 4 possiede un cane, i focolai in aree tradizionalmente non endemiche continuano ad aumentare: la presenza di Leishmaniosi canina endemica è accertata in oltre 2.600 comuni italiani, pari al 32,4% del totale. Contro un’infezione che può colpire anche l’uomo, l’arma più efficace è la prevenzione. Oggi, grazie alla Scalibor Map® che individua sul territorio italiano i focolai di Leishmaniosi, è possibile utilizzare tutte le misure necessarie per proteggere il nostro cane da questa pericolosa malattia.
Per i cani che s’apprestano a raggiungere le mete di vacanza al seguito delle famiglie italiane, aumenta il rischio di Leishmaniosi ma, quest’anno, è possibile individuare con precisione le aree a rischio d’infezione e quindi adottare strumenti adeguati di protezione. Questo grazie alla realizzazione di una mappa realizzata da Intervet/Schering Plough, la Scalibor Map®, tenendo conto dei risultati emersi da una ricerca effettuata, da un network scientifico che ha monitorato e aggiornato l’espansione del fenomeno a livello nazionale.
La Scalibor Map®, disponibile in formato cartaceo e utilizzabile anche attraverso telefonia mobile, consente di inviduare su tutto il territorio nazionale la presenza dei focolai d’infezione di questa grave malattia zoonotica, trasmessa al cane dalla puntura di un insetto, il flebotomo o pappatacio.
L’habitat ideale degli insetti vettori è stato, fino agli anni ’90, quello di latitudini con temperature superiori a 15oC e altitudini fino ai 1.500 metri. Ma oggi, anche a causa dell’aumento delle temperature insieme al fenomeno del turismo con “cane al seguito” la minaccia si sta espandendo anche al di fuori delle zone costiere. Proprio alla luce di questa forte espansione delle zone endemiche, l’Europa è corsa ai ripari lanciando, attraverso l’European Centre for Disease Prevention and Control, un programma dedicato alle malattie trasmissibili da vettori, identificando la Leishmaniosi come patologia prioritaria. A livello nazionale, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nella persona del dottor Luigi Gradoni ha coordinato un network scientifico costituito da tutti gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS) ed alcune Università presenti sul territorio, per monitorare e aggiornate l’espansione del fenomeno.
“Anno dopo anno, la Leishmaniosi si sta espandendo dai territori tradizionalmente endemici all’Italia centrale, verso le aree collinari e pedemontane interne di Toscana, Umbria e Marche, ma anche verso il Nord Italia, che prima non era considerato endemico per questa malattia” – afferma Luigi Gradoni, Dirigente del Reparto di Malattie Trasmesse da Vettori e Sanità Internazionale, Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità. “Secondo l'analisi degli accertamenti condotti negli ultimi 6 anni dagli Istituti Zooprofilattici, dalle Università e dall'ISS su oltre 500.000 campioni sierologici” – continua il dottor Gradoni – “sono 169 i comuni riscontrati positivi in Piemonte e Valle d’Aosta, 29 in Lombardia e 79 tra Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia”. La presenza di Leishmaniosi canina endemica è dunque accertata in oltre 2.600 comuni italiani, pari al 32,4% del totale.
Il periodo di maggior attività dei pappataci, da maggio a ottobre, coincide con i mesi dedicati a viaggi e vacanze, che possono avvicinare i nostri cani alla potenziale minaccia. È dunque quanto mai importante conoscere la dislocazione dei focolai d’infezione nelle zone di destinazione dei nostri viaggi, al fine di adottare le misure di prevenzione più adeguate.
Da quest’anno, dunque, ciò è possibile: i proprietari di cani possono avvalersi non solo della mappa cartacea che evidenzia con un codice colore la presenza dei comuni positivi per leishmaniosi, ma anche di un’applicazione mobile, la Scalibor Map® APP, per ora disponibile per il mondo Apple (I-Phone e I-Pad).
Attraverso quest'applicazione gratuita, spiega Andy Scupelli, Designer e Managing Partner di Qwentès Italia, che ha collaborato al dispositivo tecnologico, “il proprietario di un cane può avere sempre con sé e in qualsiasi luogo del territorio nazionale uno strumento in grado di fornirgli in tempo reale informazioni importanti riguardo i rischi d’infezione da Leishmaniosi cui il suo animale potrebbe andare incontro spostandosi nelle varie regioni”.
Oltre all’interazione con la mappa, attraverso la quale gli utenti possono controllare la presenza di focolai nella zona della destinazione d’arrivo, la Scalibor Map APP consente anche di sfruttare il posizionamento GPS del telefono, per verificare se ci si trovi in un’area dove vi sono state segnalazioni d’infezione. La Scalibor Map APP inoltre fornisce anche l’elenco dei punti vendita dove si possono acquistare prodotti per la protezione del cane, individuando il negozio più vicino. La conoscenza del rischio d'infezione consente infatti di adottare adeguate misure di prevenzione: il sistema più efficace è quello di evitare il contatto con il vettore (pappatacio) responsabile della trasmissione dell’infezione mediante l’applicazione, nei mesi a rischio, di medicinali veterinari ad attività “anti-feeding”, che impediscono cioè al vettore di alimentarsi con il sangue del cane e quindi di trasmettere il protozoo parassita (Leishmania Infantum).
Come sottolinea Michele Maroli, già Dirigente di Ricerca presso il Reparto di Malattie Trasmesse da Vettori e Sanità Internazionale, Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità, “una raccomandazione fondamentale è quella di utilizzare prodotti, a base di deltametrina o permetrina (collare o spot-on), due piretroidi che hanno dimostrato, attraverso un’ampia sperimentazione di laboratorio e di campo, un’elevata efficacia nel prevenire le punture dei pappataci”.
Ad oggi, la prevenzione è l’unica strada per controllare e contrastare questa pericolosa malattia: una volta che è stato punto, il cane può diventare “sieropositivo” per Leishmaniosi e dunque costituire serbatoio di ulteriore infezione, che può trasferirsi anche all’uomo: più di 350 milioni di persone al mondo sono considerate a rischio e si contano più di 2 milioni di casi, tanto che nel 2010 l’OMS ha rivisto le Linee Guida, adeguandole all’aumentata prevalenza della malattia. Nella grande maggioranza dei casi, l’infezione nell’uomo decorre in maniera totalmente asintomatica, e solo in una piccola parte della popolazione, invece, l’infezione provoca la malattia: sono attualmente un centinaio i casi di Leishmaniosi viscerale umana diagnosticati ogni anno in Italia. Pur non essendo del tutto noti, i fattori che predispongono alla malattia sono l’età infantile e varie cause d’immunodepressione, con picchi preoccupanti di coinfezione HIV/Leishmania nell’Europa sud-occidentale e in special modo in Spagna e Italia.
E per sostenere la prevenzione di questa temuta malattia sul territorio italiano, Intervet/Schering Plough Animal Health, una multinazionale farmaceutica facente parte del Gruppo Merck & Co., ha destinato all’Associazione Animalieanimali.it-Onlus 6.000 collari ad attività “anti-feeding”, da utilizzare per ridurre il rischio d’infezione da Leishmania nei cani ospitati presso i canili/rifugio più bisognosi del Sud Italia.
“Quest'iniziativa” – dichiara Licia Colò, apprezzatissima condutrice televisiva e Presidente onorario dell’Associazione Animalieanimali.it-Onlus – “per la quale ringrazio vivamente Intervet/Schering Plough Animal Health, ci consente di continuare in modo ‘concreto’ l’attività di sostegno rivolta agli animali abbandonati, cooperando, con uno strumento efficace e sperimentato, a limitare la diffusione di questa grave malattia del cane, che interessa a tappeto il Sud Italia e le Isole. È molto importante” – continua Licia Colò – “fare chiarezza e far sì che la comunicazione sia diretta e chiara per far capire che non tutti i prodotti contro pulci e zecche sono efficaci nei confronti dei pappataci che provocano la Leishmaniosi: ringrazio dunque doppiamente Intervet/Schering Plough Animal Health, anche per la lodevole campagna informativa. È bene infine ricordare” – conclude la presentatrice – “che informarsi sempre presso medici veterinari è una dimostrazione d’amore nei confronti dei propri animali; allo stesso tempo, auspico che gli stessi medici veterinari si diano da fare per facilitare la comprensione di come si può lottare efficacemente per la prevenzione di questa malattia”.
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