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Hiv terapeutico. Quando non tutto il male vien per nuocere

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Hiv terapeutico. Quando non tutto il male vien per nuocere Empty Hiv terapeutico. Quando non tutto il male vien per nuocere

Messaggio Da Rafael Sab 25 Dic - 16:08

Utilizzo medico dell’HIV in terapia genetica
(Fundacion LAES 16/7,2010)
La tecnica di Terapia Genica rallenta la “Malattia di Lorenzo”

Una strategia che combina la terapia genetica con la terapia di cellule madre sanguinee, puo’ essere uno strumento utile per il trattamento di una malattia mortale del sistema nervoso secondo quanto dicono ricercatori di un nuovo studio nella rivista “Science”.

In uno studio pilota di due pazienti controllati per due anni, la squadra internazionale di ricercatori ha rallentato l’apparizione della Adrenoleucodistrofia, una malattia debilitante il Sistema Nervoso, legata al cromosoma X (ALD) utilizzando la diffusione attraverso un lentivirus, per introdurre un gene terapeutico nelle cellule del sangue dei pazienti.

Anche se sono necessari studi con gruppi piu’ grandi di pazienti, questi risultati suggeriscono che la terapia genica con molecole di lentivirus, che sono versioni “inabilitate” del virus umano dell’immunodeficienza acquisita (VIH) potrebbero essere fondamentali per il trattamento di un’ampia gamma di malattie umane.

“Questa e’ la prima volta che siamo stati in grado di utilizzare con esito un vettore lentivirale derivato dall’HIV per la terapia genica in umani, e anche la prima volta che una malattia molto grave del Sistema nervoso e’ stata trattata con efficacia mediante terapia genica”ha detto il coautore Patrick Aubourg “abbiamo dimostrato che questo vettore virale dell’HIV adesso agisce come sperato per tanti anni.”

Data a conoscere attraverso il film “L’olio di Lorenzo” ,la ALD e’ una malattia ereditaria grave causata da una mancanza di una proteina chiamata ALD che partecipa alla degradazione deglí acidi grassi. La persone con ALD perdono costantemente la guaina di mielina, il rivestimento protettore che ricopre le fibre nervose nel cervello. Senza la mielina, i nervi perdono la loro funzione, il che porta all’aumento dell’ incapacita ’ fisica e mentale dei pazienti. La Adrenoleucodistrofia legata al cromosoma X , la forma piu’ comune, colpisce i bambini ad un’eta’ vicina ai 6 anni , e la morte generalmente avviene prima che i pazienti arrivino all’adoloscenza.

I trapianti di midollo osseo sono soliti rallentare la progressione della malattia dovuto a che il midollo del donatore include cellule che si differenziano in cellule produttrici di mielina. Senza dubbio , trovare un donatore compatible per il midollo osseo puo’ essere un processo lungo e difficile, ed il procedimento comporta rischi considerevoli. Correggere le proprie cellule madre sanguinee del paziente col suo proprio midollo osseo, puo’ essere una soluzione alternativa valida quando non si dispone di donatori compatibili.

Nello studio presentato in “Science”, le cellule madre del sangue sono state prelevate dai pazienti e corrette geneticamente in laboratorio, utilizzando un vettore lentivirale per introdurre una copia funzionale del gene ALD nelle cellule. Le cellule modificate sono state nuevamente reinfuse nei pazienti dopo aver sostenuto un trattamento che ha distrutto il loro midollo osseo. Due anni piu’ tardi, le proteine ALD sane erano ancora rilevabili nelle cellule del sangue di entrambi i pazienti. I due pazienti mostrarono un miglioramento neurologico e un ritardo nella progressione della malattia comparabile con quello osservato nei trapianti di midollo osseo.

Gli scienziati sono passati recentemente a vettori di terapia genica basati sulla famiglia lentivirale dei retrovirus,i quali includono l’HIV.
Questi vettori lentivirali possono infettare tanto cellule che si divido no come pure quelle che no, e si crede che permetteranno l’espressione stabile e in larga misura dei geni terapeutici, a differenza di altri retrovirus trasportatori.

Il vettore lentivirale derivato dall’HIV permette l’espressione del gene terapeutico principalmente per tutta la vita, perche’ il gene terapeutico si inserisce nei cromosomi del genoma, quindi le cellule che derivano dalle cellule corrette inicialmente, le cellule madre in particolare, continuano ad esprimere il gene terapeutico per sempre.

Pero’ il procedimento non e’ esente da rischi. In 30 anni trascorsi da quando il concetto e’ stato introdotto la prima volta, il campo della terapia genica ha riportato vari successi clinici , pero’ ha anche sofferto alcuni eventi avversi cui e’ stata fatta molta pubblicita’, di cui il piu’ recente e’ stato lo sviluppo di leucemia in un sottogruppo di pazienti inclusi in una prova di terapia genica per un disturbo di immundeficienza. Questi eventi avversi sono stati molto istruttivi ed hanno portato gli investigatori a sviluppare vettori virali piu’ sicuri per trasportare geni terapeutici.

Nel peggiore dei casi, il vettore lentivirale derivato dall’HIV puo’ alterare la biologia delle cellule dei pazienti, pero’ il progetto di questo vettore rende i pazienti meno propensi a questo effetto secundario.

La tecnica dei vettori lentivirali e’ stata capace di correggere il 15% delle cellule madri sanguinee dei pazienti , la quantita’ esatta per frenare la malattia del cervello nella ALD.
Rafael
Rafael

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