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2008, Nov. 14- Meglio restare con trattamento inefficace che interromperlo

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Messaggio Da Rafael Ven 18 Feb - 0:24

Se non puoi cambiare, e' meglio restare con un trattamento inefficace che interromperlo, dimostra uno studio.

Pazienti con regimi farmacologici inefficaci mantengono conteggi di CD4 stabili con livelli rilevabili di carica virale oltre le 10.000 copie/ml per tutto il tempo che restano in trattamento HIV, secondo uno studio presentato al nono Congresso sulla terapia farmacologica HIV a Glasgow.

Al contrario, i pazienti che interrompono il trattamento cominciano a soffrire di declino delle cellule CD4 a cariche virali a livelli di 500 copie/ml. E' percio' meglio stare con una terapia fallimentare che interromperla, secondo le conclusioni degli investigatori.

Nel frattempo, un altro studio ha scoperto che e' meglio restare in terapia con l'opposto scenario, dove i pazienti raggiungono una carica virale non rilevabile ma non raggiungo mai una buona risposta di CD4. Tali pazienti hanno avuto un rischio molto piu' basso di AIDS o morte che non i pazienti che hanno smesso la terapia, secondo quanto scoperto dallo studio.

Il primo studio, coordinato dal Royal Free and University College Medical School (UCMS) ha rivisto i pazienti Europei di sette Paesi ma probabilmente avra' maggiore applicabilita' nelle situazioni di poverta' di mezzi, dove i pazienti sono piu' probabilmente mantenuti in trattamento fino a quando hanno una carica virale rilevabile, ha detto Amanda Mocroft.
"Attualmente non sappiamo la percentuale di cambiamento del conteggio di CD4 o a quale livello di carica virale la conta di CD4 comincia a declinare nei Paesi in Via di Sviluppo.

Per ovviare a questo difetto di conoscenza, il controllo ha guardato alla relazione tra carica virale e cambio nella percentuale di CD4 in 7231 pazienti europei dal 1997 al 2004.

Lo studio ha guardato alle "variazioni" di CD4. Per calcolare le variazioni di di CD4 di un paziente, ci sono state almeno tre misurazioni ottenute nel periodo in cui la carica virale ed il regime terapeutico erano entrambi stabili, con il carico virale che non variava piu' di 0.5 log (non piu' della soglia). I ricercatori potevano quindi usare i tre test CD4 per calcolare la variazione, espressa dal numero approssimato di cellule CD4 guadagnate (o perse nel caso di variazione negativa) per anno.

Una terapia antiretrovirale "stabile" , in questo caso, significava nessun cambiamento in ogni componente del regime per la durata della variazione di CD4, anche in caso di fallimento (della terapia).

La maggior parte di pazienti inclusi nel controllo erano bianchi. Oltre un quarto aveva diagnosi di AIDS con un conteggio di CD4 pre-terapia approssimativo di 168 e una carica virale di base di 4.6 log(40.000). I 7231 pazienti hanno contribuito per circa 59.000 variazioni di CD4 fra di essi, un'approssimazione di sei per paziente.

Lo studio ha confermato che restare in ART era meglio che sospenderla, riguardo alla carica virale. I pazienti in ART stabile con cariche virali sotto le 500 copie/ml avevano un guadagno di circa 40 CD4 per anno.

Se la carica virale era tra 500 e 10.000 copie/ml, la conta di CD4 ne' aumentava ne' declinava per tutto ilo tempo che i pazienti restavano in ART . Ma le cariche virali oltre i 10.000 la variazione diventava negativa e i pazienti che restavano in ART perdevano approssimativamente 42 cellule all'anno. Chi sospendeva la ART aveva una perdita accelerata di 70 cellule all'anno.

I peggiori di tutti erano gli individui che interrompevano il trattamento e questo studio ha dato un peso maggiore alla prova che una volta cominciata la ART e' una cattiva idea fermarla. Pazienti in interruzione di trattamento hanno perso quasi due volte tante cellule quanto i pazienti con cariche virali tra 500 e 10.000 come i pazienti che non hanno mai iniziato la ART (circa 70 cellule l'anno), e una perdita di circa 110 cellule l'anno a carichi virali oltre le 10.000 copie/ml- quasi tre volte i pazienti che si mantenevano nella cosiddetta "fallimentare" ART.

I tipi di faramci usati nella ART hanno avuto anche un effetto sulla variazione di CD4. I pazienti in terapia con PI (Inibitori delle Proteasi (Pls Boosted e unboosted) avevano migliori aumenti di CD4 che i pazienti in altri regimi, circa 50 contro 25 cellule l'anno a cariche virali sotto le 500 copie/ml. A cariche virali oltre le 10.000 copie/ml tutti hanno sperimentato declino di CD4 ma i pazienti che prendevano Pls avevano ancora un declino piu' lento. Mocroft percio' ha raccomandato che i regimi di seconda linea dovrebbero contenere un PI boosted.
Rafael
Rafael

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