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Hiv, verso una terapia che non duri tutta la vita

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Messaggio Da Gex Ven 22 Giu - 18:39

Insegnare al sistema immunitario di un paziente sieropositivo a tenere sotto controllo l'Hiv senza bisogno di seguire la terapia antriretrovirale per tutta la vita. È l'obiettivo di un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità. E, stando ai risultati raggiunti finora, pubblicati su PloS Pathogens, gli scienziati potrebbero essere sulla strada giusta.

Il team ha sperimentato, su due macachi, una terapia antiretrovirale intensificata (H-iART) a base di tenofovir, emtricitabine, raltegravir, ritonavir-boosted-darunavir e maraviroc, in combinazione con un composto di sali d'oro, l'auranofin.

Il maraviroc è un farmaco già usato in clinica e non ha un'azione antivirale diretta, ma impedisce l'ingresso nel virus nelle cellule. I ricercatori ritengono che riuscire a bloccare questo primo passaggio potrebbe evitare il formarsi di nuovi reservoir, quelle cellule in cui l'Hiv rimane nascosto.

I reservoir sono il bersaglio anche dell'auranofin (farmaco attualmente usato per il trattamento dell'artrite), i cui effetti sul virus erano già stati dimostrati dallo stesso gruppo di ricerca in uno studio precedente. La nuova strategia, quindi, prevede la combinazione di una terapia antiretrovirale con una antireservoir.

Veniamo ai risultati. Durante il trattamento, la carica virale dei macachi è risultata non individuabile, secondo quanto riportato dagli scienziati. Dopo sei mesi, i ricercatori hanno deciso di interrompere la terapia e, come previsto, la carica virale è risalita, seguendo l'effetto chiamato "di rebound". A questo punto il trattamento è stato ripetuto per un altro periodo limitato: progressivamente, la carica virale è tornata al di sotto dei livelli iniziali e, a distanza di 9 mesi, è rimasta tale.

“È la prima volta che una strategia puramente farmacologica produce, nella fase cronica dell’infezione, effetti stabili sul controllo della malattia al di là dell’intervallo di tempo in cui è somministrata”, sottolinea Andrea Savarino, coordinatore dello studio. “A seguito dell’interruzione della terapia – spiega il ricercatore – il virus prova a eludere il controllo immunitario, ma è ricacciato costantemente a livelli bassi o non rivelabili dal sistema immunitario dell'organismo”.

Per capire se la terapia intensificata H-iART avesse effettivamente agito sul sistema immunitario dei macachi, i ricercatori hanno condotto un ulteriore esperimento. Servendosi di anticorpi monoclonali, hanno distrutto alcune cellule del sistema immunitario delle scimmie, le CD8+, coinvolte nella difesa contro l'Hiv. Come conseguenza, la carica virale è tornata a salire, dimostrando così che quelle cellule avevano acquisito un ruolo immunitario specifico nel controllo delle riserve del virus.

A ben guardare, sono due i risultati ottenuti dalla ricerca. Il primo è aver indotto il sistema immunitario dei macachi a sviluppare un'azione specifica contro l'Hiv che si mantiene anche dopo la sospensione della terapia. Il secondo è aver dimostrato le potenzialità di farmaci già utilizzati in medicina, il che renderà più semplice e veloce cominciare le sperimentazioni cliniche.

Riferimento: PLoS Pathog 8(6): e1002774. doi:10.1371/journal.ppat.1002774

via wired.it

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Messaggio Da Gex Sab 23 Giu - 17:31

Studiosi italiani scoprono via
per controllare l'Hiv senza farmaci

Un team dell'Istituto superiore di sanità ha messo a punto una nuova terapia che 'educa' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus in assenza di trattamento farmacologico. Si tratta di una prima sperimentazione, ma i risultati sono promettenti
di VALERIA PINI
Lo leggo dopo


APPROFONDIMENTI
Articolo
Aids, l'Italia in prima linea nella ricerca
da farmaci al vaccino terapeutico
UN COCKTAIL di medicinali, che 'educa' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus del'Hiv in assenza di trattamento farmacologico. Per i pazienti affetti da Aids potrebbe rivelarsi una svolta importante. Per molti di loro sarebbe la fine della schiavitù dei medicinali da prendere a vita. Un gruppo di ricercatori dell'Istituto superiore di sanità 1(Iss) ha infatti messo a punto una nuova terapia, basata su una selezione di medicinali, che 'insegna' all'organismo a controllare il virus. I test effettuati sui macachi hanno dato ottimi risultati, e tutto è pronto per l'avvio dei test sull'uomo, ma resta ora da risolvere il 'nodo' legato ai finanziamenti.

La sperimentazione. Lo studio italiano, pubblicato oggi su PLOS Pathogenes 2, apre la strada alla possibilità di interruzione definitiva del trattamento farmacologico per tutta la vita. Medicinali che oggi i pazienti sono invece costretti a prendere per sempre. Coordinati da Andrea Savarino, i ricercatori dell'Iss hanno messo a punto uno specifico cocktail di farmaci che, somministrato per un limitato periodo di tempo, è stato capace di indurre nell'organismo degli animali l'autocontrollo dell'infezione a seguito della sospensione della terapia. "Ai macachi abbiamo somministrato il cocktail per circa sei mesi e poi sono state sospese le terapie - spiega Savarino che dal 2008 fa ricerca sull'Hiv - . Da 9 mesi i macachi, ai quali non vengono più somministrati farmaci, sono sotto osservazione e stanno rispondendo bene. Un dato positivo, poiché mesi di vita nei macachi corrispondono a molti anni nell'uomo".

Per ora, va ricordato, si tratta di una sperimentazione e andranno fatti test clinici per verificare i risultati della ricerca. "Il modello di studio sui primati è il migliore esistente, ma ci potrebbe comunque essere qualche differenza rispetto all'uomo - aggiunge Savarino - . Ci sono buone potenzialità che tali risultati si possano adattare all'uomo, ma per poter dare una valutazione definitiva sarà fondamentale l'avvio dei test clinici".

Dove si nasconde il virus. L'obiettivo, spiega Savarino, è stato quello di eliminare il virus direttamente nei suoi reservoir, nei "santuari" nei quali è custodito. "Ci sono due tipi di reservoir: il primo è un punto dell'organismo che i farmaci non riescono a raggiungere bene e dove il virus continua a moltiplicarsi. Il secondo tipo è invece composto da cellule dove si trova il genoma del virus in uno stato che si può definire 'quasi addormentato' - dice Savarino - . Ma si può risvegliare e per questo bisogna continuare a prendere farmaci".

"Per agire nel primo reservoir siamo riusciti a intensificare la terapia con 5 farmaci e così ci siamo accorti che si inibiva la replicazione del virus. Nel secondo caso abbiamo usato il maraviroc, che limita la proliferazione dei compartimenti cellulari in cui risiede il virus "nascosto", e il composto a base di sali di oro auranofin - aggiunge Savarino - . E' inoltre importante rilevare, precisa l'esperto, "che tutti i farmaci utilizzati sono già approvati per uso clinico sugli esseri umani, il che facilita il passaggio della sperimentazione dal modello animale ai trial clinici".

LA SCHEDA L'Italia in prima linea nella ricerca 3

Il virus si indebolisce. "Questa è la prima volta - sottolinea Savarino che ha iniziato questa sperimentazione nel 2010 - che una strategia farmacologica produce effetti stabili sul controllo della malattia. A seguito all'interruzione della terapia - spiega - il virus prova ad "eludere" il controllo immunitario, ma è ricacciato costantemente a livelli bassi. Ne consegue che la carica virale, a seguito della interruzione della terapia, si mantiene a livelli nettamente più bassi rispetto a quelli precedenti il trattamento".

I finanziamenti. Lo studio apre la strada ad una cura definitiva dell'Aids. Il che significherebbe anche un notevole risparmio, in termini di costi per farmaci, per il Servizio sanitario. Resta, a questo punto, un solo, grande problema: finora lo studio è stato interamente finanziato dall'Iss. Si potrebbe partire con i test sull'uomo "già nel 2013, ma sono necessari altri enti finanziatori per far fronte ai costi", afferma Savarino. Per tutto il 2012 verranno portati avanti altre sperimentazioni sui macachi. La questione, al momento, è ancora aperta. I prossimi mesi saranno decisivi.

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Messaggio Da skydrake Sab 23 Giu - 18:21

Da un lato tutti questi farmaci sono già approvati e quindi le sperimentazioni in combinazione dovrebbe essere piú veloce, dall'altro qui stiamo parlando di sperimentazioni su macachi, quindi proprio agli inizi delle sperimentazioni.
Aggiungi il fatto che siamo in un brutto periodo per rimediare finanziamenti in Italia e che questo studio è dell'ISS, noto per la sua lentezza (vedi la decennale sperimentazione della Ensoli).
L'unica speranza per vedere ricadute pratiche sui pazienti entro pochi annu è che Savarino e il resto del team di ricerca trovi un facoltoso finanziatore estero o che si trasferisca all'estero.
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Messaggio Da Gex Sab 23 Giu - 19:46

Aggiungi il fatto che siamo in un brutto periodo per rimediare finanziamenti in Italia e che questo studio è dell'ISS, noto per la sua lentezza (vedi la decennale sperimentazione della Ensoli).

Se i farmaci sono tutti approvati, la sperimentazione sara' veloce, perche in alcuni paesi (non in Italia) si possono fare sperimentazioni spontanee..
L'unica perplessita' che ho e che dare cosi tanti farmaci per aggredire il virus puo essere pericoloso?...
Moriremo prima noi del virus??
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Messaggio Da Gex Mar 26 Giu - 22:30

Infezione da Hiv,
arriva cura definitiva
Di Redazione il Denaro – martedì 26 giugno 2012
Postato in: Pancia, Sanità




Per i pazienti affetti da Aids potrebbe rivelarsi una svolta epocale: la fine della schiavitù dai farmaci a vita. E per i servizi sanitari di tutti il modno la svolta per risparmiare centinaia di milioni di euro. Un team di ricercatori italkiani dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) ha infatti messo a punto una nuova terapia, basata su un cocktail di medicinali, che educa il sistema immunitario dell’organismo a controllare il virus in assenza di trattamento farmacologico. I test effettuati sui macachi hanno dato ottimi risultati e tutto è pronto per l’avvio dei test sull’uomo. A patto, però che si risolva il nodo legato ai finanziamenti. La portata dello studio italiano, pubblicato oggi su Plos Pathogenes, è notevole: apre in pratica la strada alla possibilità di interruzione definitiva del trattamento farmacologico per tutta la vita cui oggi i pazienti sono costretti.

Lo studio
Guidati da Andrea Savarino, i ricercatori hanno messo a punto uno specifico cocktail di farmaci che, somministrato per un limitato periodo di tempo, è stato capace di indurre nell’organismo animale l’autocontrollo dell’infezione a seguito della sospensione della terapia. Ai macachi è stato somministrato il cocktail per sei mesi e poi sono state sospese le terapie; da 9 mesi i macachi, cui non vengono più somministrati farmaci, sono sotto osservazione e stanno rispondendo bene. Un dato positivo, poiché mesi di vita nei macachi corrispondono a molti anni nell’uomo. La prudenza, però è d’obbligo: “Il modello di studio sui primati – osserva l’esperto – è il migliore esistente, ma ci potrebbe comunque essere qualche differenza rispetto all’uomo.

Addio al virus
L’obiettivo, dunque è quello di eliminare il virus direttamente nei suoi reservoir, nei santuari nei quali è custodito: ”Questa è la prima volta – sottolinea Savarino – che una strategia farmacologica produce effetti stabili sul controllo della malattia. A seguito all’interruzione della terapia – spiega – il virus prova ad eludere il controllo immunitario, ma è ricacciato costantemente a livelli bassi. Ne consegue che la carica virale, a seguito della interruzione della terapia, si mantiene a livelli nettamente più bassi rispetto a quelli precedenti il trattamento”. Un ruolo chiave, in particolare, è rivestito da due farmaci del cocktail utilizzato: il maraviroc, che limita la proliferazione dei copartimenti cellulari in cui risiede il virus nascosto ed il composto a base di sali di oro auranofin. E’ inoltre importante rilevare, precisa l’esperto che tutti i farmaci utilizzati sono già approvati per uso clinico sugli esseri umani.

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Messaggio Da Gex Mar 26 Giu - 22:31

Studiosi italiani scoprono via
per controllare l'Hiv senza farmaci
Un team dell'Istituto superiore di sanità ha messo a punto una nuova terapia che 'educa' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus in assenza di trattamento farmacologico. Si tratta di una prima sperimentazione, ma i risultati sono promettenti
di VALERIA PINI
Lo leggo dopo


APPROFONDIMENTI
Articolo
Aids, l'Italia in prima linea nella ricerca
da farmaci al vaccino terapeutico
UN COCKTAIL di medicinali, che 'educa' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus del'Hiv in assenza di trattamento farmacologico. Per i pazienti affetti da Aids potrebbe rivelarsi una svolta importante. Per molti di loro sarebbe la fine della schiavitù dei medicinali da prendere a vita. Un gruppo di ricercatori dell'Istituto superiore di sanità 1(Iss) ha infatti messo a punto una nuova terapia, basata su una selezione di medicinali, che 'insegna' all'organismo a controllare il virus. I test effettuati sui macachi hanno dato ottimi risultati, e tutto è pronto per l'avvio dei test sull'uomo, ma resta ora da risolvere il 'nodo' legato ai finanziamenti.

La sperimentazione. Lo studio italiano, pubblicato oggi su PLOS Pathogenes 2, apre la strada alla possibilità di interruzione definitiva del trattamento farmacologico per tutta la vita. Medicinali che oggi i pazienti sono invece costretti a prendere per sempre. Coordinati da Andrea Savarino, i ricercatori dell'Iss hanno messo a punto uno specifico cocktail di farmaci che, somministrato per un limitato periodo di tempo, è stato capace di indurre nell'organismo degli animali l'autocontrollo dell'infezione a seguito della sospensione della terapia. "Ai macachi abbiamo somministrato il cocktail per circa sei mesi e poi sono state sospese le terapie - spiega Savarino che dal 2008 fa ricerca sull'Hiv - . Da 9 mesi i macachi, ai quali non vengono più somministrati farmaci, sono sotto osservazione e stanno rispondendo bene. Un dato positivo, poiché mesi di vita nei macachi corrispondono a molti anni nell'uomo".

Per ora, va ricordato, si tratta di una sperimentazione e andranno fatti test clinici per verificare i risultati della ricerca. "Il modello di studio sui primati è il migliore esistente, ma ci potrebbe comunque essere qualche differenza rispetto all'uomo - aggiunge Savarino - . Ci sono buone potenzialità che tali risultati si possano adattare all'uomo, ma per poter dare una valutazione definitiva sarà fondamentale l'avvio dei test clinici".

Dove si nasconde il virus. L'obiettivo, spiega Savarino, è stato quello di eliminare il virus direttamente nei suoi reservoir, nei "santuari" nei quali è custodito. "Ci sono due tipi di reservoir: il primo è un punto dell'organismo che i farmaci non riescono a raggiungere bene e dove il virus continua a moltiplicarsi. Il secondo tipo è invece composto da cellule dove si trova il genoma del virus in uno stato che si può definire 'quasi addormentato' - dice Savarino - . Ma si può risvegliare e per questo bisogna continuare a prendere farmaci".

"Per agire nel primo reservoir siamo riusciti a intensificare la terapia con 5 farmaci e così ci siamo accorti che si inibiva la replicazione del virus. Nel secondo caso abbiamo usato il maraviroc, che limita la proliferazione dei compartimenti cellulari in cui risiede il virus "nascosto", e il composto a base di sali di oro auranofin - aggiunge Savarino - . E' inoltre importante rilevare, precisa l'esperto, "che tutti i farmaci utilizzati sono già approvati per uso clinico sugli esseri umani, il che facilita il passaggio della sperimentazione dal modello animale ai trial clinici".

LA SCHEDA L'Italia in prima linea nella ricerca 3

Il virus si indebolisce. "Questa è la prima volta - sottolinea Savarino che ha iniziato questa sperimentazione nel 2010 - che una strategia farmacologica produce effetti stabili sul controllo della malattia. A seguito all'interruzione della terapia - spiega - il virus prova ad "eludere" il controllo immunitario, ma è ricacciato costantemente a livelli bassi. Ne consegue che la carica virale, a seguito della interruzione della terapia, si mantiene a livelli nettamente più bassi rispetto a quelli precedenti il trattamento".

I finanziamenti. Lo studio apre la strada ad una cura definitiva dell'Aids. Il che significherebbe anche un notevole risparmio, in termini di costi per farmaci, per il Servizio sanitario. Resta, a questo punto, un solo, grande problema: finora lo studio è stato interamente finanziato dall'Iss. Si potrebbe partire con i test sull'uomo "già nel 2013, ma sono necessari altri enti finanziatori per far fronte ai costi", afferma Savarino. Per tutto il 2012 verranno portati avanti altre sperimentazioni sui macachi. La questione, al momento, è ancora aperta. I prossimi mesi saranno decisivi.

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