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Crisi, i greci non possono più permettersi l’ospedale

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Messaggio Da Gex Sab 29 Ott - 19:30

Sulla prestigiosa rivista medica The Lancet è stato pubblicato pochi giorni fa un articolo che rivela come i greci stiano «perdendo la vita» a causa dei tagli al sistema sanitario imposti dalla troika (Commissione europea, Bce, Fondo monetario internazionale). Lo studio del The Lancet, che si intitola “Gli effetti sanitari della crisi finanziaria: presagi di una tragedia greca”, è opera dei dottori Alexander Kentikelenis e David Stuckler, della Cambridge University, del professor Martin McKee, della London School of Hygiene and Tropical Medicine e di numerosi altri autorevoli medici e studiosi. I loro dati sono ricavati da fonti ufficiali, ovvero dai documenti presentati dal governo greco e dalle statistiche Uesul reddito e le condizioni di vita, e riguardano il periodo che va dall’inizio della crisi nel 2007 fino alla prima metà del 2011.

Gli autori dello studio rivelano che, dal 2007 a oggi, i bilanci degli ospedali pubblici in Grecia sono stati tagliati almeno del 40%. Contemporaneamente a questi gravi tagli, negli ospedali pubblici è aumentato il numero di accettazioni (del 24 % nel 2010 e dell’8% nella prima metà del 2011). Ciò è accaduto come conseguenza del fatto che sempre più persone non possono permettersi di rivolgersi a strutture private. Infatti, con riferimento allo stesso periodo, il numero di accettazioni negli ospedali privati è diminuito del 25-30%. Nel rapporto si evidenzia, inoltre, come gran parte della popolazione greca abbia ormai difficoltà a pagare persino i 5 Euro di ticket per la degenza in un ospedale pubblico. A tale inquietante scenario, occorre aggiungere il fatto che molte ditte farmaceutiche hanno interrotto le forniture agli ospedali pubblici greci, in quanto non più in grado di pagare i debiti.

Come risposta all’impossibilità di ricevere cure nelle strutture pubbliche, nelle grandi città greche sono sorte negli ultimi tre anni numerose cliniche volontarie di strada, organizzate e gestite da diverse Ong, le quali riferiscono di un drammatico aumento del numero di greci che si rivolgono a queste strutture mobili, specie se disoccupati. Secondo i dati dello studio, infatti, molti disoccupati non possono più permettersi farmaci speciali, come ad esempio l’insulina in caso di diabete.

Lo studio rivela, inoltre, dei dati sconcertanti sull’incremento dei suicidi, che risultano aumentati del 17% tra il 2007 ed il 2009, mentre dati non ufficiali del 2010 parlano di un aumento del 25% rispetto al 2009. Soltanto nella prima metà del 2011 c’è stato un aumento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2010, come riferisce il ministro della Sanità. Sono aumentate le infezioni di Hiv (del 52% nel 2010) e l’uso di eroina (del 20% nel 2009). Un terzo dei programmi sociali del Paese è stato tagliato, costringendo molti tossicodipendenti al ricovero negli ospedali pubblici sovraffollati.

Nonostante questo scenario catastrofico, da guerra post-atomica, Mathias Mors, rappresentante della Commissione europea in Grecia, ha ribadito il 12 ottobre scorso, in un’intervista rilasciata al giornale greco Kathimerini, la necessità di ulteriori tagli alla sanità pubblica.

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