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Pavia: Infezioni da Hiv in aumento settanta nuovi casi

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Messaggio Da Gex Mer 3 Ago - 6:08

Molti hanno contratto il virus in vacanza nei paesi esotici. L’infettivologo: «L’Aids non fa più abbastanza paura»





di Anna Ghezzi

PAVIA

«L’Aids non è scomparsa, ma non fa più abbastanza paura». Al reparto di Malattie infettive del policlinico San Matteo è una certezza che crea sconforto. «Ogni estate si porta dietro una scia di malattie sessualmente trasmissibili – spiega Gaetano Filice, direttore del reparto di Malattie infettive nella Torre Aids, a pochi passi dal Pronto soccorso –. Non solo Hiv, ma anche sifilide e gonorrea». Contratti, spesso, in paesi del Sud Est asiatico, Cuba, Kenya: «A livello locale abbiamo visto in cinque anni una recrudescenza di malattie che prima erano in calo – afferma il primario –. E’ un risultato della maggiore facilità di raggiungere posti esotici con meno soldi. Che ha fatto crescere il numero di viaggiatori che fanno turismo sessuale».

I nuovi casi di Hiv diagnosticati nell’ultimo anno al centro del San Matteo sono circa 70, una ventina sono residenti in provincia. Dall’ultimo rapporto del ministero della sanità risulta che, dall’inizio dell’epidemia, i casi di Aids segnalati in provincia sono 1434, 836 tra i residenti, con un tasso di incidenza di 2 ogni 100mila abitanti. «Nove volte su dieci l’infezione è stata contratta per via sessuale – spiega il medico –. Nella metà dei casi all’estero». Il restante in Italia. «L’unico vero modo per non rischiare l’infezione – spiega Filice – è l’utilizzo del condom. Sia quando si va in vacanza e si hanno delle avventure, sia quando si incontrano prostitute. Sia in caso di partner occasionali anche a pochi metri da casa». La maggior parte dei nuovi contagi sono infatti uomini, eterosessuali tra i 40 e i 60 anni: «Costituiscono il 70% dei nuovi casi – racconta lo specialista –. E sono quasi tutti eterosessuali. Tra i gay in materia di contagio c’è più consapevolezza».

La Lombardia conta oltre 40 mila soggetti sieropositivi per Hiv ed è al secondo posto, per l’ incidenza di casi di Aids. Ogni anno, in Italia, si stimano tra le 4 e le 6 mila nuove infezioni: Milano resta ancora la capitale dell’Aids con oltre il 30% dei nuovi casi di contagio. E anche a livello nazionale i dati confermano che sotto accusa, in un caso su due, sono rapporti eterosessuali non protetti, in netto aumento rispetto a 20 anni fa.

Un altro dato preoccupante, sottolinea Filice, è che anche i giovani sono tornati a contagiarsi: «Hanno tra i 20 e i 30 anni – spiega il medico – e costituiscono il 30% dei nuovi casi: dichiarano rapporti occasionali, anche a Pavia e provincia. Il problema è che l’Aids non è più percepita come una malattia mortale. Si pensa che basta prendere dei farmaci, come per l’ipertensione, e allora ci si gioca la salute in rapporti a rischio». Eppure qualche rischio c’è: il virus che si contrae in Thailandia, per esempio, è resistente a 14 dei 26 farmaci disponibili. E a Pavia sono arrivate tracce di questo ceppo.

Ma non c’è solo l’Hiv, durante le vacanze e nei mesi successivi nei raparti del San Matteo c’è il picco di sifilide e gonorrea, e l’epatite B, nonostante le vaccinazioni, colpisce circa 20 over 40 l’anno. Nel 2010 ci sono stati anche una quarantina di casi di gonorrea, raddoppiati rispetto a cinque anni fa. E si tratta di un panorama relativo solo ai reparti del San Matteo. Riguardano dunque la popolazione pavese, ma anche i tanti che arrivano al policlinico da fuori provincia. Esclusi invece i casi segnalati nei presidi del territorio. Anche se il reparto di malattie infettive è unico in tutta la provincia.

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