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Possibile dimostrare con un test la PCP?

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Messaggio Da Rafael Mer 29 Giu - 22:20

Puo' un esame del sangue dimostrare se un paziente sieropositivo ha Polmonite da Pneumocistis Jirovencii?

Un esame del sangue puo' essere in grado di dimostrare se un paziente sieropositivo ha l'infezione opportunistica da AIDS,polmonite da Pneumocystis jirovencii, secondo quanto riportano investigatori USA.

Pneumocystis jirovencii era precedentemente conosciuta come polmonite da pneumocystis carinii ed e' ancora comunemente conosciuta come PCP. E' un'infezione opportunistica da AIDS e una delle piu' frequenti cause di morte nell'era precedente la terapia antiretrovirale altamente attiva che e' stata introdotta nel 1996.

La PCP tipicamente si sviluppa quando un paziente ha un conteggio di CD4 inferiore a 200 cellule/mm3. La broncoscopia e lo sputo indotto sono i test standard usati per diagnosticare PCP, ma sono entrambi non confortevoli per il paziente e difficili e costosi da eseguire.

Il beta-glucano e' un componente della parete di molti funghi, incluso il Pneumocystis jirovencii. Ci sono alcuni dati che indicano che i livelli ematici di beta-glucano sono elevati nei pazienti sieropositivi e sieronegativi con PCP.

Dr Paul Sax e colleghi del Brigham e Women's Hospital di Boston nel recente studio pubblicato hanno scoperto che i livelli di beta-glucano erano fortemente correlati con PCP relativo all'HIV. I medi livelli di beta-glucano erano significativamente piu' alti fra i pazienti con PCP che tra gli individui che non avevano quest'infezione.

"I livelli ematicidi beta-glucano erano fortemente associati con la diagnosi di PCP" commentano gli investigatori, che sperano che il test possa fare la diagnosi dell'infezione piu' facilmente, evitando la necessita' di test invasivi quali la broncoscopia e lo sputo indotto.

Tuttavia, gli autori di un editoriale non sono convinti dalle scoperte dello studio, concludendo "questo test al beta-glucano non permettera' di abbandonare il broncoscopio".

Lo studio ha coinvolto 252 individui che sono stati arruolati nel trial ACTG A5164 , uno studio sulla precoce contro la ritardata terapia antiretrovirale insieme al trattamento delle infezioni opportunistiche.

Sono stati ottenuti campioni di plasma di beta-glucano, e i risultati sono stati considerati positivi se i livelli di beta-glucano erano superiori agli 80 pg/ml.

I pazienti sono stati reclutati per lo studio tra il 2003 ed il 2008. Essi avevano un'immunosoppressione avanzata, e il loro conteggio medio di base di cellule CD4 era di 26 cellule/mm3.

Oltre due terzi (69%) di pazienti aveva PCP. Altre comuni infezioni opportunistiche erano la meningite cryptococcica (14%) e la polmonite batterica (9%). In aggiunta, il 44% dei pazienti aveva mughetto orale o esofageo.

Per i pazienti con PCP, il livello medio di beta-glucano era di 408 pg/ml ed il 92% aveva un risultato positivo al test del beta-glucano.

In comparazione, il livello medio di beta-glucano per i pazienti che non avevano PCP era di 37 pg/ml, e il 35% aveva un risultato positivo per il beta-glucano.

Queste differenze erano significative (p< 0.001)

Il test per il beta-glucano aveva una sensibilita' del 92% ed una specificita' del 65% per il PCP.

"Questa sensibilita' si compara favorevolmente a quella riportata dall'esame per lo sputo indotto in alcuni centri clinici" commentano gli investigatori.

Il valore positivo predittivo del test era del 65% ed il valore negativo predittivo era dell'80%.

La forte associazione di beta-glucano con la PCP relativa all'HIV potrebbe avere significative implicazioni cliniche, specialmente in situazioni dove l'esame dello sputo indotto non sia disponibile o ha bassa sensibilita'" scrivono gli autori.

Aggiungono "il test al beta-glucano puo' essere un test aggiuntivo di aiuto ...dal momento che introdotto il test al beta-glucano nella nostra istituzione abbiamo scoperto che ha aumentato le diagnosi di PCP, ridotto il numero di casi trattati empiricamente, e ridotto la necessita' di broncoscopia."

Tuttavia, gli autori dell'editoriale che accompagna lo studio hanno delle riserve riguardo il significato delle scoperte dello studio.

"Prima, il beta-glucano e' positivo con certi altri funghi;quindi, i risultati non sono specifici" il che significa che i pazienti "potrebbero essere trattati per PCP anche se un altro patogeno e' stato l'agente causante."Notano inoltre che la colonizzazione con beta-glucano e' comune nei pazienti sieropositivi con bassi conteggi di CD4 anche se non hanno malattie polmonari o PCP.

Gli autori dell'editoriale hanno anche rilevato che lo studio non includeva pazienti sieronegativi.
Rafael
Rafael

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