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Linee guida di Ban Ki-moon sulla lotta all'Hiv/Aids

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Messaggio Da Gex Ven 1 Apr - 19:27

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EST - Mdg, le nuove linee guida di Ban Ki-moon sulla lotta all'Hiv/Aids


Roma, 1 apr (Il Velino) - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha definito le nuove linee guida per il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Odg) per il 2015 nella lotta contro l'Aids. In preparazione alla riunione di alto livello che si terrà a giugno, il rapporto sugli sviluppi del progetto offre una panoramica degli impegni necessari per aiutare i paesi a raggiungere un accesso universale ai servizi per combattere l'Hiv e per impedire la discriminazione, nuove infezioni e i decessi dovuti all'Aids. Secondo quanto affermato nel documento, a trent'anni dall'inizio dell'epidemia di Aids, gli investimenti fatti per combattere questa malattia stanno producendo dei risultati. Dal rapporto intitolato Uniting for universal access: towards zero new Hiv infections, zero discrimination and zero Aids-related deaths, è emerso che il tasso di nuove infezioni da HIV nel mondo è in calo, che l'accesso alle cure è in miglioramento e che sono stati fatti sforzi importanti per ridurre la trasmissione dell'Hiv da madre a figlio.

Tra il 2001 e il 2009, il tasso di nuove infezioni da Hiv è sceso almeno del 25 per cento in 33 paesi, tra cui 22 paesi dell'Africa Subsahariana. Prima della fine del 2010, più di sei milioni di persone sono state sottoposte a cure antiretrovirali in paesi a basso ed a medio reddito e, nel 2009, la copertura globale dei servizi di prevenzione contro la trasmissione dell'Hiv da madre a figlio ha superato per la prima volta il 50 per cento. Tuttavia, nonostante i recenti successi, il rapporto sottolinea l'instabilità dei risultati ottenuti. Per ogni persona che inizia la cura antiretrovirale, ve ne sono due che contraggono il virus dell'Hiv, il che equivale a settemila nuovi casi d'infezione al giorno, di cui mille vedono coinvolti dei bambini. Tra i fattori che continuano a ostacolare l'accesso alla prevenzione, alle cure, ai trattamenti e ai servizi contro l'Hiv emergono le carenze delle strutture nazionali, l'insufficienza delle risorse finanziarie e la discriminazione nei confronti delle popolazioni vulnerabili.

Il rapporto del segretario generale, basato su dati provenienti da 182 paesi, fornisce cinque indicazioni fondamentali, che saranno riesaminate dai leader mondiali durante la riunione di alto livello dell'assemblea generale dell’Onu sull'Aids, che si terrà dall'8 all'11 giugno 2011. Durante il briefing per la stampa tenutosi a Nairobi, Ban Ki-moon ha dichiarato che si tratta di “un'opportunità unica per i leader mondiali per valutare, in questo momento critico, i risultati e le lacune dei programmi mondiali di risposta all'Aids”. Il direttore esecutivo di Unaids, Michel Sidibé, che ha partecipato alla presentazione del rapporto, ha affermato: “A trent'anni dall'inizio dell'epidemia, l'imperativo è quello di rafforzare oggi la risposta, per ottenere domani i risultati. I successi ottenuti in materia di prevenzione dell'Hiv e di cure antiretrovirali sono importanti ma dobbiamo fare di più per limitare il numero di nuove infezioni; oggi più che mai, c'è bisogno di una rivoluzione nella prevenzione dell'Hiv”.

Rebecca Auma Awiti, coordinatrice di settore presso la Ong keniota Women Fighting Aids in Kenya, nonché madre affetta dal virus Hiv, ha raccontato la sua storia durante la conferenza stampa: “Grazie al movimento a sostegno dell'accesso universale ai trattamenti e alla prevenzione, i miei tre bambini sono nati sani e io ho la possibilità di vederli crescere grazie alle cure che ricevo”. Per quanto riguarda le cinque raccomandazioni, queste sono: Sfruttare l'energia dei giovani per rivoluzionare la prevenzione dell'Hiv; Rafforzare l'azione per ottenere, entro il 2015, un accesso universale alla prevenzione, alle cure, ai trattamenti e ai servizi contro l'Hiv; Collaborare con i singoli paesi per attivare programmi efficaci, sostenibili e a costi efficienti; Promuovere la salute, i diritti umani e la dignità di donne e ragazze, e Garantire la responsabilità reciproca nella risposta all'Aids per tradurre gli impegni in azioni concrete.

Il Segretario Generale invita tutte le parti interessate a sostenere le raccomandazioni fornite nel rapporto e a utilizzarle per realizzare sei obiettivi mondiali: Ridurre la trasmissione sessuale dell'Hiv, anche tra i soggetti più a rischio (come i giovani e gli uomini che hanno rapporti con persone dello stesso sesso o nell'ambito della prostituzione) e prevenire tutte le infezioni da Hiv contratte a seguito di assunzione di droga mediante iniezione; Eliminare la trasmissione del virus Hiv da madre a figlio; Ridurre del 50 per cento i decessi per tubercolosi tra i portatori del virus Hiv; Garantire le cure contro l'Hiv a 13 milioni di persone; Ridurre del 50 per cento il numero di paesi in cui vigono restrizioni di entrata, soggiorno e residenza a causa dell'Hiv, e Garantire un accesso paritario all'educazione per i bambini divenuti orfani o vulnerabili a causa dell'Aids.

Considerato il fallimento del progetto di un fondo internazionale di assistenza contro l'Hiv, il rapporto incoraggia i singoli paesi a dare la priorità al finanziamento di programmi nazionali, anche nei paesi a basso e a medio reddito che hanno la possibilità di coprirne le spese. Si sottolinea inoltre l'importanza della responsabilità condivisa, al fine di garantire, nei prossimi anni, le risorse necessarie per la risposta all'Aids.

(fbu) 1 apr 2011 12:05
Gex
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