Hiv: in Italia 11 nuovi contagi al giorno
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Hiv: in Italia 11 nuovi contagi al giorno
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Descrizione e modalità di aggiornamento
Delle undici persone che contraggono il virus dell'Hiv ogni giorno in Italia, due vivono a Milano. Fa discutere la vicenda dei vigili milanesi che hanno fermato qualche giorno fa due transessuali stranieri che si prostituivano, ma non potranno essere espulsi perché i due hanno il permesso di soggiorno italiano per motivi di cura. Sono infatti sieropositivi, ma ricevono in media 300 clienti a testa al mese e ammettono di non usare sempre il preservativo. All'ospedale Sacco di Milano lavorano i medici di uno dei reparti di Infettivologia più all'avanguardia in Italia, dove tra gli altri vengono curati decine di viados ed è l'unico osservatorio dal quale si può individuare il confine sottile tra pericolo reale e allarmismo.
«Il dato fondamentale - spiega Massimo Galli, professore di Malattie infettive dell'università di Milano e primario dell'ospedale Sacco - è che le moderne terapie abbattono in modo significativo la carica virale e quindi anche il rischio di trasmissione. Gli ultimi studi scientifici, ad esempio uno su Vancouver, lo confermano: più persone fanno il test, più aumentano le diagnosi precoci e i pazienti in trattamento, meno sono le nuove persone contagiate. Le terapie riducono la carica virale sia nell'individuo, sia nella comunità». La conseguenza sembra evidente: la marginalità sociale, o la paura, a volte il disinteresse, che spesso tengono lontani i viados dalle strutture sanitarie, aumentano in modo esponenziale il rischio di contagio per i clienti.
Per l'assessore milanese alla Salute, Giampaolo Landi Di Chiavenna «la legalizzazione della prostituzione arginerebbe l'emergenza sanitaria. È sieropositivo il 50% delle prostitute e dei transessuali della città. È necessario un maggiore controllo. Abbiamo registrato casi di contagio anche per bambini sotto i 12 anni e per una signora di 74 anni, "vittima" delle avventure del marito».
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Delle undici persone che contraggono il virus dell'Hiv ogni giorno in Italia, due vivono a Milano. Fa discutere la vicenda dei vigili milanesi che hanno fermato qualche giorno fa due transessuali stranieri che si prostituivano, ma non potranno essere espulsi perché i due hanno il permesso di soggiorno italiano per motivi di cura. Sono infatti sieropositivi, ma ricevono in media 300 clienti a testa al mese e ammettono di non usare sempre il preservativo. All'ospedale Sacco di Milano lavorano i medici di uno dei reparti di Infettivologia più all'avanguardia in Italia, dove tra gli altri vengono curati decine di viados ed è l'unico osservatorio dal quale si può individuare il confine sottile tra pericolo reale e allarmismo.
«Il dato fondamentale - spiega Massimo Galli, professore di Malattie infettive dell'università di Milano e primario dell'ospedale Sacco - è che le moderne terapie abbattono in modo significativo la carica virale e quindi anche il rischio di trasmissione. Gli ultimi studi scientifici, ad esempio uno su Vancouver, lo confermano: più persone fanno il test, più aumentano le diagnosi precoci e i pazienti in trattamento, meno sono le nuove persone contagiate. Le terapie riducono la carica virale sia nell'individuo, sia nella comunità». La conseguenza sembra evidente: la marginalità sociale, o la paura, a volte il disinteresse, che spesso tengono lontani i viados dalle strutture sanitarie, aumentano in modo esponenziale il rischio di contagio per i clienti.
Per l'assessore milanese alla Salute, Giampaolo Landi Di Chiavenna «la legalizzazione della prostituzione arginerebbe l'emergenza sanitaria. È sieropositivo il 50% delle prostitute e dei transessuali della città. È necessario un maggiore controllo. Abbiamo registrato casi di contagio anche per bambini sotto i 12 anni e per una signora di 74 anni, "vittima" delle avventure del marito».
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