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"So cos'è l'inferno vi dico come evitarlo"

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Messaggio Da Gex Lun 17 Ott - 8:03

Chiedilo al Dr. Ozzy "So cos'è l'inferno vi dico come evitarlo"


A 62 anni, il padrino dell’heavy metal è un trasgressivo riformato, ripulito da ogni sostanza psicotropa, astemio
Il padrino dell’heavy metal Ozzy Osbourne in una rubrica sul Sunday Times ora dispensa consigli di salute
EGLE SANTOLINI
milano

Prendete questo libro con le molle. L’editore (in Italia è Arcana, che lo fa uscire mercoledì prossimo) lo pone a epigrafe: «Ozzy Osbourne non è un medico. Si raccomanda prudenza». Eppure questo Chiedilo al Dr. Ozzy , estratto della rubrica di posta che il fondatore dei Black Sabbath tiene sul Sunday Times e su Rolling Stone americano, non soltanto fa molto ridere, perché è un po’ come leggere un manuale di galateo firmato Keith Richards, ma risulta alla fin fine un’esperienza virtuosa, pieno com’è di moniti contro la tossicodipendenza e a favore degli esami alla prostata e al colon.

A 62 anni, il padrino dell’heavy metal è un trasgressivo riformato, ripulito da ogni sostanza psicotropa, astemio, fedele alla moglie Sharon. Ozzy si disegna ancora le palpebre con l’eyeliner, ma come qualsiasi baby boomer è preccupato dal proprio ciclo peristaltico e dallo svanire della memoria. E siccome all’inferno ci è andato per davvero - neppure Marilyn Manson è arrivato al punto di decapitare a morsi un pipistrello sul palcoscenico -, due o tre (mila) consigli li può elargire: «Probabilmente ci sono cavie dei laboratori dell’esercito americano che conoscono meno roba chimica di me». Tra le cose a cui è sopravvissuto enumera: «Essere colpito da un aereo (si è schiantato sul mio tour bus mentre dormivo sul retro con Sharon); ricevere una diagnosi positiva sbagliata al test Hiv (il mio sistema immunitario era stato steso da alcol e cocaina, non dal virus); sentirmi dire che avevo il morbo di Parkinson... Ah, e inoltre sono morto due volte. E’ successo mentre ero in coma farmacologico dopo essermi rotto il collo in un incidente col quad. Dentro di me ho più viti di metallo di un mobile Ikea». Da un black sabbath del genere, con mille risvegli in prigione o al pronto soccorso, si esce o con i piedi davanti oppure così: saggio, ipocondriaco, confuso di ricordi esaltanti. E con un uso barocco del turpiloquio, perché questo non è un libro da regalare alla cuginetta.

L’idea di affidargli una rubrica, venuta a John Witherow e a Sarah Baxter del Sunday Times, pareva folle. Eppure al dottor Ozzy scrivono eccome. Una bella sfilata di dark con la pancetta e di punk con il colesterolo alto. Tony da Los Angeles: «Come lei sono ricoperto di tatuaggi, ma ora mia figlia di 17 anni ne vuole fare uno. Sto cercando di convincerla a non farlo, ma mi sento un’ipocrita». Ozzy racconta che anche lui ha spiegato alla figlia che ci si può pentire, «perché una cosa è essere giovani e belli con un tatuaggio, ma essere una nonna con un vecchio pugnale floscio sul braccio è tutt’un’altra storia. Voglio dire, a volte mi sveglio, guardo la faccina sorridente sul mio ginocchio e penso: perché ho fatto una cosa simile?». A Simon di Perth, che riascoltando la vecchia collezione di dischi dei Black Sabbath si è procurato «brutti lividi sulla fronte e un persistente tinnito all’orecchio», insegna che «quello si chiama essere un headbanger. Come per ogni altra attività fisica, la prima volta che lo fai il giorno dopo stai malissimo».

«Il Principe delle Tenebre che non vuole diventare Principe della Ciccia» dice la sua su diete («non c’è niente come il caro vecchio curry per sturare il culo intasato di un sessantaduenne»), attacchi di panico («ne ho sempre sofferto prima di salire in palcoscenico») e sesso, cioè quella che chiama «manutenzione delle parti basse»: «Come ogni rocker ho avuto la mia buona razione di guerra: è che molte volte non ero cosciente». Dopo l’amore, le ragazze con lui non si accendevano la sigaretta: «Erano troppo occupate a chiamare un’ambulanza».

Tra l’altro, per capire come mai è invulnerabile, Ozzy si fa tracciare il Dna: un po’ perplesso, visto che «l’unico Gene del quale io abbia mai saputo qualcosa è quello che suonava il basso nei Kiss». La sua teoria: «Essere il folle Principe delle Tenebre che mangia i pipistrelli mi ha reso celebre, essere un fifone mi ha fatto resistere quando alcuni dei miei amici più cari non sono sopravvissuti alla trentina». Alla fine delle analisi, il genetista taglia corto: «Il motivo per il quale è ancora vivo si chiama Sharon». Viene in mente il cantante dark impersonato da Sean Penn in This Must Be the Place , e la moglie Frances McDormand che quietamente lo tiene insieme.

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