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APOBEC3F modificata

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Messaggio Da Gex Mer 22 Dic - 22:07

La proteina APOBEC3F e' prodotta dall'organismo e riesce a sconfiggere il virus Hiv.
Grazie ad una proteina prodotta dal virus la Vif, pero', l'hiv riesce a distruggere questa proteina.
Scienziati della University of Minnesota stanno cercando un modo per rendere la APOBEC3F inattaccabile.

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University of Minnesota discovery suggests a new way to prevent HIV from infecting human cells
Published: Wednesday, December 22, 2010 - 16:41 in Health & Medicine

Researchers at the University of Minnesota have discovered how HIV binds to and destroys a specific human antiviral protein called APOBEC3F. The results suggest that a simple chemical change can convert APOBEC3F to a more effective antiviral agent and that shielding of a common feature shared by related proteins may yield a similar outcome. This discovery highlights the potential for a novel approach to combating HIV/AIDS that would seek to stabilize and harness the innate antiviral activity of certain human proteins, according to lead author John Albin, a researcher in the laboratory of Reuben Harris, associate professor of biochemistry, molecular biology and biophysics in the College of Biological Sciences.

The finding was published in the Journal of Biological Chemistry. For a copy of the abstract and/or full article, contact Preston Smith or John Albin.

Human cells produce a family of antiviral proteins (called APOBECs) that have the unique and natural ability to destroy HIV. But HIV has evolved a way to overcome restriction using an accessory protein called Vif (virion infectivity factor) to degrade the APOBEC proteins and allow the virus to spread. Albin and colleagues learned where Vif interacts with one antiviral protein, APOBEC3F, and showed how the connection can be interrupted by a simple chemical change on the surface of APOBEC3F. They also noted that similar interaction sites are found on the same surface in other members of this antiviral protein family.

"This suggests that the interaction between Vif and these antiviral APOBEC proteins could be blocked with a drug that would shield the Vif interaction region," Albin says. "Such an intervention has the potential to allow as many as seven natural antiviral drugs to spring into action and prevent HIV from spreading."

The Harris lab is focuses on understanding every level of the vital interaction between these human cellular proteins and HIV Vif. They envision that future studies will involve a more refined mapping of the physical interactions between Vif and APOBEC3 proteins, investigation of the potential for HIV to resist stabilizing changes in APOBEC3 proteins, and screens for drug-like compounds that help the cellular APOBECs destroy HIV.

John Albin, a student in the Combined MD-PhD Training Program at the University of Minnesota Medical School, and is completing a thesis under the guidance of his advisor, Reuben Harris, through the Microbiology, Immunology & Cancer Biology PhD program. His studies in the Harris lab focus on the potential of APOBEC proteins to impact HIV evolution and pathogenesis.

This latest finding builds on a body of research from Harris's lab about the relationship between HIV and APOBEC proteins. In 2003 and 2004, Harris helped discover that the APOBEC proteins have the ability to counteract HIV infection.

Harris, who won a 2009 challenge grant from the Bill & Melinda Gates Foundation to explore ways to block HIV and APOBEC3 interaction, has been studying mechanisms of mutation for nearly 20 years, first as a doctoral student at the University of Alberta, then as a post-doctoral fellow at the Laboratory of Molecular Biology in Cambridge, England, and for the past seven years as an NIH supported principal investigator at the University of Minnesota. His laboratory focuses on how mutations can be harnessed to destroy pathogens.
Source: University of Minnesota

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Messaggio Da Gex Mar 15 Feb - 20:15

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Hiv, nuova speranza contro il virus da proteina modificata

Pubblicato il 15/02/2011 | da Mario Bianconi

Passo avanti nella lotta contro il virus dell’Hiv. Una ricerca realizzata da un gruppo di studiosi dell’Università del Minnesota ha rivelato come il virus dell’Hiv nel corpo umano si lega e distrugge una specifica proteina antivirale chiamata Apobec3f.




Passo avanti nella lotta contro il virus dell’Hiv. Una ricerca realizzata da un gruppo di studiosi dell’Università del Minnesota ha rivelato come il virus dell’Hiv nel corpo umano si lega e distrugge una specifica proteina antivirale chiamata Apobec3f. Nel corso dello stesso studio è emerso che un HIVsemplice cambiamento chimico operato nella superficie di questa proteina può convertirla in un agente antivirale molto più efficace e che bloccando l’interazione tra questa e altre proteine correlate può arrestare la diffusione del virus.
Negli anni, infatti, l’Hiv si è evoluto in modo da superare le barriere costituite dalle proteine antivirali Apobec e consentire così al virus di diffondersi utilizzando una proteina accessoria chiamata Vif (virione fattore d’infettività). Dopo aver scoperto dove il Vif interagisce con le proteine antivirali, gli studiosi hanno mostrato come la connessione possa essere interrotta da un semplice cambiamento sulla superficie dell’Apobec3f.
Hanno inoltre notato che siti di interazione simile si trovano sulla stessa superficie di altri membri di questa famiglia di proteine antivirali. In ultima analisi, dunque, dallo studio è emerso che un farmaco che schermi la regione di interazione del Vif può bloccare l’interazione tra quest’ultimo e le proteine antivirali Apobec, permettendo così l’azione dei farmaci antivirali e fermando quindi la diffusione del virus dell’Hiv.
La scoperta, sottolineano i ricercatori, mette in evidenza il potenziale per un nuovo approccio per combattere l’Hiv/Aids che potrebbe portare a stabilizzare e a imbrigliare l’attività antivirale di certe proteine umane.
In conclusione, i ricercatori ritengono che studi futuri dovranno mirare ad effettuare una più definita mappatura delle interazioni fisiche tra il Vif e le proteine Apobec3, ad indagare il potenziale dell’Hiv di resistere ai cambiamenti stabili nelle proteine Apobec3 e ad analizzare gli schermi per i composti simili ai farmaci che aiutano la distruzione cellulare dell’Hiv.


Link: Per approfondimenti
Autore della pubblicazione:
Mario Bianconi
Sic - Sanità in Cifre

(Fonte notizia: SIC - Sanità in Cifre)
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Messaggio Da Rafael Mar 15 Feb - 22:45

Della serie "A volte ritornano". Delle proteine APOBEC se ne parlava gia' nel 2008 come dimostra un articolo riportato con data 14 ottobre 2008. Solo che, in quel caso, si parlava dell'APOBEC-3G mentre qui si sta parlando di APOBEC-3F.
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Messaggio Da Gex Mer 16 Feb - 8:02

Rafael ha scritto:Della serie "A volte ritornano". Delle proteine APOBEC se ne parlava gia' nel 2008 come dimostra un articolo riportato con data 14 ottobre 2008. Solo che, in quel caso, si parlava dell'APOBEC-3G mentre qui si sta parlando di APOBEC-3F.

Speriamo che le ricerche vadano avanti.
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Messaggio Da Gex Gio 3 Mar - 16:56

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IMPORTANTE SCOPERTA SUL VIRUS DELL'HIV
Centri specializzati nella lotta all'AIDS: un gruppo di ricercatori ha scoperto come il virus dell’Hiv nel corpo umano si lega e distrugge una specifica proteina antivirale chiamata Apobec3f

03.03.2011. I ricercatori dell'Università del Minnesota hanno compiuto un grande passo nella lotta contro il virus dell'Hiv. Gli studiosi infatti hanno rivelato come il virus dell’Hiv nel corpo umano si lega e distrugge una specifica proteina antivirale chiamata Apobec3f. Nel corso della ricerca è emerso che un semplice cambiamento chimico operato nella superficie di questa proteina può convertirla in un agente antivirale molto più efficace e che se si blocca l’interazione tra questa e altre proteine correlate si può arrestare la diffusione del virus. Negli anni, infatti, l’Hiv si è evoluto in modo da superare le barriere costituite dalle proteine antivirali Apobec e consentire così al virus di diffondersi utilizzando una proteina accessoria chiamata Vif (virione fattore d’infettività). Dopo aver scoperto dove il Vif interagisce con le proteine antivirali, gli studiosi hanno mostrato come la connessione possa essere interrotta da un semplice cambiamento sulla superficie dell’Apobec3f.
I ricercatori hanno inoltre notato che siti di interazione simile si trovano sulla stessa superficie di altri membri di questa famiglia di proteine antivirali. In ultima analisi, dunque, dallo studio è emerso che un farmaco che schermi la regione di interazione del Vif può bloccare l’interazione tra quest’ultimo e le proteine antivirali Apobec, permettendo così l’azione dei farmaci antivirali e fermando quindi la diffusione del virus dell’Hiv.
La scoperta, sottolineano gli studiosi, mette in evidenza il potenziale per un nuovo approccio per combattere l’Hiv/Aids che potrebbe portare a stabilizzare e a imbrigliare l’attività antivirale di certe proteine umane.
In conclusione, i ricercator iritengono che studi futuri dovranno mirare ad effettuare una più definita mappatura delle interazioni fisiche tra il Vif e le proteine Apobec3, ad indagare il potenziale dell’Hiv di resistere ai cambiamenti stabili nelle proteine Apobec3 e ad analizzare gli schermi per i composti simili ai farmaci che aiutano la distruzione cellulare dell’Hiv.

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Messaggio Da Loris Gio 3 Mar - 20:37

Gex ha scritto:
Rafael ha scritto:Della serie "A volte ritornano". Delle proteine APOBEC se ne parlava gia' nel 2008 come dimostra un articolo riportato con data 14 ottobre 2008. Solo che, in quel caso, si parlava dell'APOBEC-3G mentre qui si sta parlando di APOBEC-3F.

Speriamo che le ricerche vadano avanti.
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da 3G a 3F .... si va indietro ... doveva essere almeno 3H Smile
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