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Truvada Preventivo: Opinioni

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Messaggio Da Gex Mar 26 Giu - 22:28

L’opinione degli scienziati ugandesi
’Non credete al vaccino anti-HIV’
Il Truvada brevettato dalla GILD sarebbe un ’sorpassato farmaco retrovirale’




A seguito di un incontro con il Professore Pontiano Kaleebu, Direttore dell’Unitá di ricerca sul Aids presso il Medical Recerch Council dell’Istituto di Ricerche Virali di Entebbe, Uganda riportiamo il punto di vista degli scienziati Ugandesi rispetto alla recente notizia della scoperta di un vaccino contro il HIV denominato Truvada. Il Professore Kaleebu avverte di non prendere sul serio l’annuncio della scoperta del vaccino contro l’infezione da HIV. Nonostante tale vaccino sia in fase di approvazione dal Food and Drug Administration (FDA), (l’ente Americano di protezione della Salute Pubblica e di verifica sulla sicurezza dei prodotti alimentari, tabacco, medicinali, vaccini, trasfuzioni sanguinee, attrezzature sanitarie, prodotti veterinari e cosmetici); in realtá si tratterebbe di un comune farmaco anti retrovirale in uso dal 2004.

“Il Truvada é una combinazione di due medicinali anti retrovirali (300 mg di tenofovir e 200 mg di emtricitabine) usato per il trattamento della malattia conclamata AIDS e per la prevenzione della trasmissione HIV madre – bambino nel periodo di gravidanza. In Africa lo usiamo da 8 anni. Ultimamente lo stiamo sostituendo con farmaci di nuova generazione perché é ormai superato e a causa dei suoi effetti collaterali” ci spiega il Professore Kaleebu.

In effetti il Truvada é pubblicizzato su siti di vendita online specializzati come farmaco retrovirale e non come vaccino preventivo. Il farmaco brevettato da Gilead Sciences Inc. (GILD), la seconda multinazionale al mondo produtrice di farmaci anti retrovirali, ha una serie di effetti collaterali che vanno dai semplici sintomi passeggeri come nausea, vomito, stanchezza e perdita di appetito a sintomi permanenti e gravi che colpiscono il fegato e i reni. Inoltre é stata comprovata la sua tossicitá sul sistema scheletrico che contribuisce ad aumentare il rischio di tumori ossei.

“Attualmente si stanno sperimentando 200 vaccini contro il contagio da HIV, 100 dei quali presso il nostro istituto in collaborazione con il Ministero della Salute Ugandese, con vari Istituti di ricerca Africani operanti in Tanzania, Zambia, Sud Africa, Ruwanda, l’Universitá di Harare in Zimbabwe, l’Organizzazione Mondiale per la Sanitá, l’Imperial College di Londra, la Scuola di Medicina Tropicale di Liverpool, l’Istituto di Biologia e Microbiologia di Marsillia, l’Universitá di Bostom, l’Universitá del New Jersey e quella di Washington. Fino ad ora non ho mai visto la nascita di un vaccino miracoloso. Molti dei vaccini sperimentali non riescono a superare la Fase I, gli altri si fermano alla Fase II.”, specifica il Professore Kaleebu.

Nel ciclo della sperimentazione vi sono tre fasi. La prima riguarda la sperimentazione su cavie di laboratorio, normalmente criceti, piccoli roditori e conigli. La seconda riguarda la sperimentazione sui primati particolarmente sui scinpanzè e la terza sugli umani. “Il caso del Truvada mi ha molto turbato. A mio avviso la Food Drug Administration inzialmente ha subito pesanti pressioni dalla multinazionale prodruttrice per fare approvare il farmaco come un vaccino. I dati forniti dalla GILD sull’efficacia del vaccino nella Fase III non sono credibili. Parlano del 64 e del 75% di risultato positivo riscontrato su volontari sottoposti alla sperimentazione in Kenya. I dati a mia disposizione parlano di un mero 45%. Inoltre ho seri dubbi che il Truvada sia stato veramente sperimentato seguendo scrupolosamente tutte le tre fasi previste. A mia conoscenza la GILD é passata direttamente alla Fase tre ignorando le prime due in quanto giá sperimentate con successo e approvate dalla FDA nell’Agosto 2004 (Applicazione FDA n. 021752 del 02 Agosto 2004). Il problema é che queste due fasi si riferiscono al farmaco di cura e non alla funzione di vaccino del Truvada. Altro particolare contraddittorio é che il Truvada a differenza di altri vaccini deve essere costantemente preso dal paziente sano per non contrarre Il virus. Questo rappresenta una seria anomalia nei vaccini che normalmente funzionano ad unica dose.” Continua il Professore Kaleebu.

A confermare i dubbi del Professore è stato un altro illustre scienziato ugandese, Dr. Patrick Ndase ricercatore esperto sulla prevenzione del HIV presso l’Universitá di Whasington. “Il Truvada non é un vaccino ma un farmaco di cura ormai superato. Fino ad ora non esiste un vaccino contro il contagio di HIV che possa essere messo sul mercato. Annunciare tali scoperte, a mio avviso, basate su dati labili, é dannoso poiché si danneggiano i mezzi tradizionali di prevenzione del virus, creando una pericolosa psicologia soprattutto tra i giovani che porta alla diminuzione di comportamenti sessuali sicuri, a causa della falsa convinzione che esistono cure miracolose e addirittura vaccini contro l’AIDS”, specifica Dr. Ndase sul settimanale Ugandese ’The Observer’ nell’edizione del 20 giugno scorso.

Anche se nessuno dei due illustri scienziati lo ha affermato vi é il forte dubbio che la multinazionale abbia fatto pressioni di lobby sulla FDA per ’trasformare’ un farmaco ormai superato e dai numerosi effetti collaterali in un vaccino efficace contro il contagio, rivitalizzandolo sul mercato internazionale. Il costo per un anno del vaccino é di 14.000 dollari americani.

Negli ambienti scientifici Ugandesi si afferma che l’intervento combinato del Professore Kaleebu e del Dr. Ndase é stato accolto con molto interesse nel mondo scientifico internazionale ed abbia contribuito a far rivedere la posizione precedentemente presa dalla FDA a riguardo dell’approvazione del farmaco come vaccino anti HIV. In effetti il 9 giugno scorso la FDA ha annunciato che rimanderá di tre mesi la decisione di approvare il farmaco come terapia di prevenzione del virus.

Alla domanda su quando si potrá avere una vera scoperta del vaccino anti HIV il Professore Kaleebu con sorriso benevolo mi risponde: “Per il vaccino contro la Polio sono stati necessari 70 anni. Noi abbiamo cominciato le riceche su quello contro il HIV appena 20 anni fa. Ci vuole pazienza. Visto che in Africa parlare di fedeltá e monogamia é ridicolo, continuamo ad utilizzare il caro, vecchio ma sicuro perservativo.”

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