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Messaggio Da silence Gio 12 Apr - 9:31


A grande richiesta nasce quest'angolino per chi vuole ritrovare l'armonia con l'ambiente che ci circonda. Questo 3d conterrà consigli "ecologici" che possono riguardare l'intera sfera della vita quotidiana: dai rifiuti al risparmio energetico, dal cibo biologico, detersivi biologici, prodotti cosmetici naturali alle energie rinnovabili.

Come in tutte le cose, è meglio non diventare paranoici o estremisti. Vivere in maniera sana non vuol dire spendere cifre astronomiche per esempio nei supermercati "NATURA SI"(quello è ecobisness!!)o rinunciare a qualche piacere gastronomico, vedi vegani. Come amare gli animali non vuol dire mettergli quei ridicoli cappottini o lasciarli mangiare alle nostre tavole. L'approccio giusto, secondo me , resta sempre quello sensale.

Gli argomenti di questa rubrica sono infiniti...chiunque voglia partecipare sarà gradito cheers study
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Messaggio Da silence Gio 12 Apr - 9:54

PERCHE' RICICLARE I RIFIUTI



I rifiuti sono composti da materiali diversi per cui se tutti imparassimo a fare una raccolta differenziata, molti di questi potrebbero essere riciclati cioè potrebbero essere riutilizzate le materie prime.
Si potrebbero così risparmiare tante risorse naturali e tanta energia necessaria per la produzione di nuove materie prime.
Infatti il vetro, la carta, la plastica, l'alluminio, recuperati dalle campane, arrivano in apposite ditte che li lavorano fino a tornare ad essere materie prime pronte ad essere lavorate e riutilizzate.
Ed è per questo che tutti dovremmo abituarci a differenziare i rifiuti.

Questo piccolo ma importante gesto da parte di tutti noi, oltre a rispettare la natura (quanti alberi si salverebbero!!!) eliminerebbe parte dell'inquinamento atmosferico, provocato da discariche e inceneritori.

È bene ricordare, inoltre, che la discarica non è un "pozzo senza fondo": dopo alcuni anni si trasformerà in una collina di veleni pronta a inquinare il terreno e le falde acquifere.

E gli inceneritori? Stanno lì a bruciare i rifiuti e ad emettere nell'aria tanti fumi neri bravi a inquinare l'aria, ad aumentare l'effetto serra e a produrre piogge acide.

Non va trascurato poi il fattore economico:
lo Stato spenderebbe meno soldi per costruire discariche e inceneritori e i cittadini pagherebbero meno tasse sui rifiuti;
E' bene quindi che tutti noi ci abituiamo a fare una raccolta differenziata dei rifiuti per:
- poter riutilizzare le materie prime e risparmiare le risorse naturali;
- diminuire i rifiuti che vanno nelle discariche e negli inceneritori;
- ridurre l'inquinamento causato da discariche e da inceneritori;
- risparmiare l'energia necessaria alla produzione della materia prima;
- risparmiare soldi.
La natura e il portafoglio ci ringrazieranno

Il Decreto Ronchi (decreto legislativo n.22 del 5 Febbraio 1997) è la legge emanata dallo Stato Italiano che regola la gestione dei rifiuti, in accordo con le direttive europee ed è basata sul principio delle 4 R citate dal decreto Ronchi:
"Ridurre - Riutilizzare - Riciclare - Recuperare"
La raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio e al recupero, è quindi, uno dei sistemi più efficaci per fronteggiare l'emergenza rifiuti perché permette di ridurre il volume dei rifiuti da inviare in discarica ed anche di risparmiare materie prime ed energia.
Per avere una raccolta differenziata efficace le Amministrazioni Comunali hanno il compito di predisporre un servizio efficiente e attuare campagne di sensibilizzazione affinché i cittadini possano collaborare separando i rifiuti domestici e conferendoli nei contenitori appositi sistemati in diverse zone del territorio comunale.


QUALI RIFIUTI RICICLARE


PLASTICA
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Teoricamente, tutti i tipi di plastica sono adatti al riciclaggio, a meno di contaminazioni che lo rendano sconveniente. Nei prodotti sicuramente riciclabili vi è comunque il simbolo caratteristico (tre frecce a formare un triangolo) con all'interno il numero SPI (Society of the Plastics Industry) identificativo del polimero specifico (pe polietilene; pet polietilentereftalato; pvc polivinilcloruro). Alcuni tipi di plastica sono inadatti al riciclaggio diretto, così come viene attualmente svolto in molti comuni, per esempio, un tubetto di dentifricio non può essere riciclato a causa della difficile rimozione interna del residuo di prodotto, e così alcuni giocattoli, attaccapanni, custodie di CD, ma in alcuni casi si possono indirizzare alla produzione di plastiche di bassa qualità come riempitivi, imballaggi industriali, alcune tipologie di arredi urbani. In genere sono sicuramente differenziabili le resine termoplastiche, quali i contenitori per liquidi in plastica (contenitori di detersivi, bagnoschiuma e bottiglie) e tutti quelli definiti imballaggi.

Sono non direttamente riciclabili, cioè non avviabili alla produzione di nuovo pellet per produrre plastica di buona qualità, le resine termoindurenti come la bachelite (tutta la vecchia plastica isolante elettrica e termica), resine ureiche (di uso più recente), la melammina (piatti di plastica rigidi), le resine epossidiche (di uso più tecnologico, come colle ad alta resistenza) e molte resine poliestere, il kevlar ed altre.

COSA DIFFERENZIARE

bottiglie per liquidi, buste per alimenti, sacchi e sacchetti di plastica e nylon, contenitori per alimenti (yogurt, margarina, mascarpone...), contenitori di prodotti per igiene e pulizia (marchiati PET, PVC, PE), cassette in plastica per prodotti ortofrutticoli, reti per frutta e verdura, confezioni di merende, biscotti, alimenti
in genere, vaschette portauova in plastica, barattoli alimentari,vaschette di gelati, flaconi per detersivi, saponi liquidi, prodotti per la pulizia della casa e della persona, nylon (per imballaggio di vestiti, giornali...), polistirolo, cellophane, vaschette.

COSA NON DIFFERENZIARE

giocattoli, grucce appendiabiti, tappetini, spugne e stracci, bicchieri, piatti e posate di plastica, arredi ed elettrodomestici in plastica, gomma, materiali edili, contenitori in plastica etichettati per materiali pericolosi, tossici, infiammabili o corrosivi.

i contenitori sporchi devono essere sciacquati prima di venire inseriti nei cassonetti gialli; in questo modo si migliora il processo di recupero. Ridurre il volume degli imballaggi in plastica, ad esempio schiacciando le bottiglie.



CARTA
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La carta, che è fatta di cellulosa, può essere riciclata: la cellulosa si estrae dal legno e da altri vegetali, in questo caso viene ricavata dalla carta della raccolta differenziata e la si riutilizza per produrre la carta riciclata.

Nel riciclaggio della carta vi sono procedure per l'eliminazione dell'inchiostro (Procedure possibilmente non inquinanti o a bassissimo impatto ambientale) che devono essere applicate. Ai fini del riconoscimento esiste la marchiatura volontaria di riconoscimento del materiale prevalente da parte dei produttori. Nel caso della carta il simbolo che rappresenta tutti i contenitori a base carta (a partire dal 25%) è CA, che indica carta accoppiata ad altro materiale, ad esempio i prodotti della Tetra Pak, non riciclabile, almeno nella maniera classica, ma che necessita di tecniche particolari.

Tipi di carta non adatti alla raccolta

* Tutti i materiali non cellulosici, i contenitori di prodotti pericolosi;
* Carte sintetiche;
* Ogni tipo di carta, cartone e cartoncino che sia stato sporcato (ad esempio carta oleata, carta e cartone unti e fazzoletti di carta usati, questi ultimi possono finire nella raccolta differenziata della frazione organica).

La raccolta differenziata della carta è importante, in un'ottica di risparmio delle risorse ambientali, in quanto, per fare una tonnellata di carta da cellulosa vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kWh di energia elettrica.

COSA DIFFERENZIARE

carta da pacco, cartone ondulato, contenitori per bevande in tetrapak (acqua, latte, succhi di frutta...), fotocopie (senza parti adesive, metallo, plastica), fustini di cartone, giornali, libri vecchi, quaderni, riviste, sacchetti di carta, scatole per alimenti.

COSA NON DIFFERENZIARE

piatti di carta, carta chimica o plastificata, carta oleata o sporca di colla o altre sostanze, nylon, cellophane.


Le scatole devono essere schiacciate in modo da ridurne l’ingombro.

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Messaggio Da silence Gio 12 Apr - 10:08

VETRO
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Recuperare il vetro significa risparmiare le materie prime e l’energia necessaria per la loro lavorazione. Le temperature di lavorazione dei rottami di vetro sono molto più basse rispetto a quelle necessarie per lavorare la materia prima e il risparmio di combustibile è di circa un terzo. Infatti, per la fusione di una tonnellata di vetro servono 136 litri di petrolio in meno rispetto alla lavorazione della stessa quantità di materia prima. Quindi per ogni tonnellata di vetro riciclato, solo in petrolio risparmiamo più di un un barile = 158,98 litri.
Per le sue caratteristiche il vetro può essere sottoposto al processo di fusione infinite volte senza perdere nessuna delle qualità possedute all’origine: è quindi riciclabile all’infinito. Mentre per la sua decomposizione naturale ci vogliono circa 4000 anni.

COSA DIFFERENZIARE

bottiglie, vasetti per alimenti, imballaggi in vetro, vetri rotti, bicchieri e caraffe.

COSA NON DIFFERENZIARE

ceramica, porcellana, lampadine e lampade al neon, specchi.



Sciacqua i contenitori prima di buttarli per limitare i cattivi odori e puliscili da altri eventuali residui.



ALLUMINIO
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L’alluminio è un metallo che si usa per fare moltissime cose, perché ha tante proprietà.
Ad esempio non è magnetico e pertanto viene molto utilizzato nelle radio e in altre apparecchiature elettroniche (radar, stereo) che potrebbero essere disturbate da fenomeni di magnetismo; è leggero in quanto pesa circa un terzo del rame, del ferro e dell’acciaio ma, soprattutto quando si trova in lega, è resistente quanto quest’ultimo; è resistente alla corrosione, non arrugginisce, perciò dura a lungo ed è particolarmente adatto a contenere acqua o altre sostanze chimiche non particolarmente aggressive; conduce velocemente il calore, perciò è ideale per essere utilizzato per fare pentole e batterie da cucina, caffettiere, thermos, tostapane, tortiere, vaschette per ghiaccio, scaldabagno a gas, boilers, forni, ferri da stiro, condizionatori d’aria, radiatori, caldaie, stufette; inoltre riflette la luce, e pertanto è utilizzato negli impianti di illuminazione e per evitare la dispersione della luce e favorire così il risparmio energetico.
Inoltre l’alluminio è riciclabile all’infinito senza mutare le sue caratteristiche.
Dopo l’ossigeno e il silicio, l’alluminio è il terzo elemento più presente sulla terra; eppure, è il più giovane tra i metalli di uso industriale, essendo stato prodotto per la prima volta su scala industriale, solo poco più di cento anni fa.
L’alluminio è presente nella crosta terrestre in forma di composti vari e ne costituisce circa l’8% in peso. Il più significativo tra i minerali che lo compongono è la bauxite, che si trova principalmente nelle aree tropicale e subtropicale.
L’alluminio esiste in quantità potenzialmente sufficienti a durare tanto a lungo quanto l’umanità: le riserve conosciute di bauxite ci consentirebbero di andare avanti per tremila anni all’attuale tasso di consumo e la scoperta di nuovi giacimenti procede ad una velocità doppia dei quella del consumo.
Tuttavia, mentre la materia prima è di facile estrazione, il processo per isolarne il contenuto in alluminio è alquanto complesso e pertanto molto costoso.
Riciclare l’alluminio consente di risparmiare il 95% dell’energia necessaria per produrlo dal minerale.
Ecco i motivi per i quali è necessario riciclare l’alluminio. E il processo di riciclo può avvenire soltanto se a monte tutti noi lo differenziamo secondo le indicazioni fornite dai nostri comuni


COSA DIFFERENZIARE

lattine in alluminio, carta stagnola, vaschette di alluminio, scatole e contenitori in banda stagnata per alimenti, bombolette per alimenti (es. panna, maionese) tappi e coperchi metallici, bombolette per prodotti per l'giene personale (purchè senza gas infiammabili o CSC), stampi per dolci in metallo, dispensatori per salse, barattoli per alimenti in polvere, parattoli del caffè, cerchioni di biciclette, padelle, fogli di alluminio che rivestono le cioccolate, coperchietti dello yogurt, contenitori per la congelazione.


Sciacqua i contenitori prima di buttarli per limitare i cattivi odori e puliscili da altri eventuali residui.


ORGANICO
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La frazione organica, anche chiamato semplicemente "umido", è la prima componente dei rifiuti domestici (~25-30%) ed è costituita dagli scarti alimentari e vegetali in genere.
In discarica, attraverso i naturali processi di decomposizione chimica, genera il cosiddetto biogas (metano), che talvolta è utilizzato come fonte energetica, e il percolato, cioè il liquame che si raccoglie sul fondo della discarica, altamente contaminante per il terreno e le falde acquifere. Tali processi chimici hanno una durata di oltre 30 anni. Per questo motivo le discariche sono realizzate con un fondo creato con fogli di Pvc termosaldato che incanala il percolato verso il fondo, dove viene raccolto e portato ad impianti di depurazione. Inoltre, data la lunga durata dell’attività di decomposizione, la discarica deve essere sorvegliata fino a 20 anni dopo la chiusura.
Gli impianti di compostaggio, invece, hanno la peculiarità di poter "pretrattare" il rifiuto prima di disporlo in discarica, recuperando così il metano, evitando la formazione di percolato e ricavando il cosiddetto “compost”, fertilizzante usato (prevalentemente) nell’agricoltura.
Risulta pertanto chiaro da quanto suddetto che differenziare la frazione organica significa ridurre l’impatto che tali rifiuti hanno sull’ambiente.

L'organico in molti comuni è gestito in casa dai cittadini, che lo riciclano in proprio attraverso il compostaggio domestico. In giardino con un contenitore apposito detto composter, anche autocostruito, si raccoglie la frazione organica di cucina e dell'orto/giardino che mediante un processo aerobico di decomposizione si trasforma in concime adatto ad essere riutilizzato direttamente nell'orto. Molti comuni riconoscono al cittadino che utilizza la pratica del compostaggio domestico uno sconto sulla tassa/tariffa dei rifiuti per la gestione in proprio di questa frazione.

COSA DIFFERENZIARE


Avanzi di cibo in genere crudi e cotti, purchè non caldi né liquidi; riso, pasta, gusci di uova; frutta nocciole e verdure; bucce e altri scarti vegetali; carne e ossa; pesce e lische; pane e dolciumi; salumi e affettati; fondi di caffè, tovagliolini di carta sporchi, unti o sporchi di cibo; fiori recisi e materiale vegetale se in piccole quantità.



NON DIFFERENZIABILI
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Sono tutti quei rifiuti che non sono riciclabili, ciò che resta dopo che la differenziazione degli avanzi di cibo, della carta, del vetro, della plastica, e dei i rifiuti pericolosi.

COSA DIFFERENZIARE

gomma, cassette audio, VHS, CD, DVD, carta oleata o plastificata, piatti e posate di plastica, ceramiche, porcellane e oggetti in terracotta, bacinelle e secchielli, giocattoli, carta carbone, calze di nylon, stracci impregnati di sostanze oleose, pannolini e assorbenti, comsetici, oggettistica minuta costituita da più tipi di materiali, lampadine, biro e penne, spazzolini, lamette usa e getta, polveri dell'aspirapolvere,piccoli oggetti in legno verniciato.


Sciacqua i contenitori prima di buttarli per limitare i cattivi odori e puliscili da altri eventuali residui.
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Messaggio Da silence Gio 12 Apr - 10:12

A che punto è l'Italia



Secondo la classifica di Legambiente del 2010, il Veneto è il primo della classifica con quasi il 70% dei comuni che si può qualificare come virtuoso (è virtuoso il comune che differenzia almeno il 50% dei rifiuti), seguono il Friuli Venezia Giulia, con il circa il 35%, la Lombardia con il 30% e Piemonte con il 24%. Migliora il sud, trainato dalla Sardegna, attestata nel 2009 al 35% contro il solo 3% del 2002. In Campania sono 84 i comuni virtuosi nella differenziata, con Salerno in testa, e 7 comuni rappresentano la Sicilia. Nel totale i comuni virtuosi nel riciclaggio sono 1488 su 8101. I comuni sotto i 10 mila abitanti dovevano superare il 55%: vincitore assoluto dell’edizione 2010 è il comune di Ponte nelle Alpi (BL), con una raccolta differenziata al 83,5%; Salerno, miglior capoluogo del Centro Sud, raggiunge il 60,3% di raccolta differenziata.
Tra le grandi città, nessuna ha superato la soglia stabilita per rientrare nella classifica virtuosa. Il Piemonte è la regione col maggior numero di città capoluogo virtuose: Novara, Asti, Cuneo, Verbania e Biella. Al centro nessun capoluogo ha raggiunto il 50% di raccolta differenziata. La provincia nella quale risiedono il maggior numero di cittadini virtuosi è Torino dove i comuni premiati quest’anno sono ben 106.
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Messaggio Da silence Gio 12 Apr - 10:26

SIMBOLI DIFFERENZIATA


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Messaggio Da silence Gio 12 Apr - 10:42

SMALTIMENTO RIFIUTI INGOMBRANTI


Quali sono i rifiuti ingombranti?

Mobili, elettrodomestici (es.frigoriferi, cucine, lavastoviglie, lavatrici, televisori, computer, telefoni, ecc.), sanitari (es.WC, vasche da bagno, lavabi, ecc.).
Quali rifiuti non sono considerati ingombranti? Residui di ristrutturazione e macerie. Questi vanno portati direttamente in discarica a cura delle ditte che effettuano i lavori edili, senza alcun onere aggiuntivo per gli utenti.

Modalita' di conferimento

I rifiuti ingombranti non possono essere depositati nei cassonetti stradali e tantomeno abbandonati in strada, pena sanzione.
Ci sono tre alternative per disfarsi dei rifiuti ingombranti:
chiedere al Numero Verde del proprio comune di residenza il ritiro gratuito a domicilio;
portarli direttamente e gratuitamente ai centri di multi raccolta (isola ecologica);
incaricare la ditta fornitrice dei mobili o degli elettrodomestici acquistati di ritirare il proprio usato

Come si riutilizzano i materiali

I contenitori di legno, ad esempio i pallets o le cassette per ortofrutta, possono rientrare nel ciclo produttivo diventando parti di mobili. Anche molti oggetti metallici si possono riutilizzare: le grucce di metallo usate dalla tintoria per appendere gli abiti possono essere riportate alla stessa la volta successiva.

Come si trasformano i rifiuti

I rifiuti ingombranti raccolti vengono suddivisi in metallici, legnosi e altro.
I metalli sono avviati al recupero nelle fonderie subito dopo essere stati suddivisi per materiali omogenei tramite l'utilizzo di una grossa calamita.
Anche il legno viene selezionato per tipo, ripulito da corpi estranei come la carta o la stoffa e poi ridotto in scaglie. Alle scaglie pressate vengono aggiunti a collanti per dar luogo a pannelli di legno nuovi, impiegabili nella costruzione di mobili e nei rivestimenti per interni ed esterni. Gli scarti industriali della lavorazione del legno vengono invece impiegati per la produzione della carta.
Tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche sono portati all'impianto di società adibite al trattamento, bonifica e recupero di tali materiali.
Gli altri rifiuti non riciclabili vengono avviati alla discarica
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Messaggio Da gloria Gio 12 Apr - 14:21

uno stile di vita più "eco" deve essere anche più economico, non solo dal punto di vista dell'impatto ambientale ma anche per il nostro borsellino, altrimenti si riduce solo nell'ennesimo brand.
Un modo intelligente per risparmiare facendo la spesa e allo stesso tempo acquistare prodotti di ottima qualità favorendo piccoli produttori, lontani dalle grosse distribuzioni, è quello del gruppo d'acquisto: ci si mette d'accordo tra amici e si acquistano quantità rilevanti di scorte che poi si dividono.
Esistono in rete molti gruppi d'acquisto ma i migliori sono quelli che si formano spontaneamente, nella propria cerchia di amicizie e conoscenze.
Io ho fatto l'ordine circa due settimane fa, la pasta bio ad esempio viene venduta in quantità minime di 4 k, che è il peso della confezione, ma costa poco più di 60 cent al kilo.
Per i latticini e i salumi ci rivolgiamo a parenti di un amico che produce direttamente.
Per le farine si acquista la quantità totale presso un mulino non molto distante, poi ce le dividiamo.
Per legumi ecc ad un'altra azienda, e così via...
Purtroppo ci siamo abituati, col tempo, ad uno stile di vita che rende difficili scelte del genere, si esce dal lavoro di corsa e ci si precipita nel primo supermercato aperto buttando roba nel carrello.
E' probabile però che parlandone con colleghi, amici, conoscenti, si trovino più persone interessate a risparmiare mangiando meglio! Wink
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Messaggio Da mariolinoa2 Gio 12 Apr - 21:17

cercare di stare meglio con sè stessi, riconoscere quello che si ha già...è secondo me il modo più semplice per "consumare" meno e diminuire il non-necessario.. senza tanti sforzi.
don oronzo pugliese
swami sagyttaswandi
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Messaggio Da silence Ven 13 Apr - 8:28

Trovare un lato positivo nella crisi che ci ha messo un cappio al collo bisogna essere davvero ottimisti Shocked però bisogna constatare che la minore disponibilità di euri ci ha spinto a fare delle scelte oculate..a liberarci dal martellamento consumista che da oltre un decennio ci ha violentato il cervello. La stragrande maggioranza dei bisogni ci sono stati indotti dalla pubblicità..creando uno status symbol nel quale se non rientri sei out a livello planetario Shocked Anche a me piace vestire bene e alla moda..ma mi rifiuto di spendere 300 euro per un jeans solo perchè c'e sopra il nome di "pinco pallino" che magari li fa fare in cina e pure dai bambini .. Evil or Very Mad Ormai sono anni che faccio la spesa da EUROSPIN..ho abbattuto il costo mensile di oltre il 50% sfruttando al massimo l'ottimo rapporto qualità-prezzo al netto della marca e inoltre da subito ho apprezzato, almeno in quello dove vado io, che la politica del supermercato predilige la filiera corta: la maggior parte della frutta e verdura proviene da aziende agricole del sud o addirittura della zona circostante..e il resto dei prodotti da stabilimenti ubicati in Italia che distribuiscono con il marchio EUROSPIN. Noto con piacere che dall'inizio, quando c'ero io come italiana e pochi altri e tutto il resto della clientela era di extracomunitari, a oggi..c'è sempre più gente che fa la "spesa intelligente" cheers bounce
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Messaggio Da silence Ven 13 Apr - 8:59

Altro argomento che mi sta a cuore è LA GUIDA ALLE PULIZIE ECOLOGICHE E CONVENIENTI

Io premetto che personalmente uso come unico "detersivo" l' ACETO : lo utilizzo praticamente per tutto..piatti..bagno..pavimenti..legno..vetri e addirittura come ammorbidente in lavatrice.. La cassiera del supermercato ancora si chiede cosa ne faccio di tutte le bottiglie di aceto che mensilmente compro!! Shocked Come detersivo per lavare i panni in lavatrice invece al momento posso ancora disporre di un sapone FATTO A MANO, pensate, dalla bisnonna dei miei bimbi..lo uso a scaglie direttamente nel cestello..e..altro che candeggina!!!! Very Happy

COME PULIRE LA CASA IN MODO ECOLOGICO

1. Introduzione alle biopulizie

Detersivi. Ammorbidenti. Brillantanti. Le casalinghe del 2000 dovrebbero ricordarsi più spesso delle proprie nonnine, indiscutibili icone di virtù e giudizio. Esperte in economia domestica, conoscevano bene tutti gli artifici per far brillare una casa spendendo poco e inquinando ancora meno. E, in quanto a olio di gomito, altro che palestra, ragazze!
E' risaputo che tutti i detergenti tradizionali, nessuno escluso, siano una minaccia per salute e ambiente: abbiamo a che fare col nemico non solo dentro casa (tra spray, deodoranti e candeggine, la pelle e le vie respiratorie sono messe a dura prova), ma anche all'esterno. Acqua, terra e cielo non hanno più spazio per i rifiuti tossici che giungono a vele spiegate dai detersivi usati in casa, per non parlare dall'immondizia che deriva dalle loro confezioni.
Ecco allora alcune semplici regole per giovani sposine, donne di mezza età e single convinti. Una serie di consigli pratici perché i vecchi, ed ecosostenibili, trucchi del mestiere ritornino in auge e fare in modo che pulizia della casa e rispetto per l'ambiente vadano di pari passo.

Impareremo come comportarci con i detersivi tradizionali, se proprio non si riesce a farne a meno, tentando di dare qualche dritta per chi volesse, invece, cimentarsi in prodotti biologici fai da te.


Flaconi e detergenti tradizionali: le regole per maneggiarli con cautela

Bianco che più bianco non si può, germi e batteri in meno, bebè che potranno gattonare in tutta sicurezza sul pavimento! Ne è piena la pubblicità, ma questi detersivi sono davvero quello che cerchiamo? Che puliscano è palese. Contro lo sporco ostinato e le macchie di caffè (ed erba, vino, fragole...) che non vanno via, sembrano essere la panacea di tutti i mali. Ma certo è che, se avessimo un po' più di cura verso le nostre cose e verso noi stessi, non ci sarebbe neanche bisogno di scrostare il lavandino da un calcare che pare decennale.

Sono poche le regole che è bene seguire perché l'utilizzo dei detergenti domestici sia il meno dannoso possibile.

a) Leggere le etichette

Consultare le etichette è importante per limitare lo spreco del prodotto, a vantaggio dell'ambiente, per un utilizzo corretto ed economico del detersivo e per conoscerne la composizione chimica.
E' bene seguire le dosi consigliate, ma c'è da giurare che già metà presa consigliata compie gran parte del lavaggio.

Quanto ai prodotti classificati "pericolosi", l'attuale normativa dispone che la "pericolosità" venga espressa con un simbolo e diciture standard ben evidenziate.


b) Imparare a rinunciare a molti prodotti

I detersivi per capi neri, per esempio, sono solo trovate commerciali. A fare la differenza da un normale detersivo liquido non è nient'altro che un enzima (cellulase) che "taglia" i pelucchi che tendono a ingrigire un capo nero. Ma così facendo il capo si consuma subito!

Usare l'acqua calda

Non tutti sanno che usare l'acqua calda accresce l'efficacia del lavaggio e del detersivo.

Darsi tempo

Sia acqua che detergente hanno bisogno di tempo per agire. Lasciamoli, dunque, per un po' a fare il proprio lavoro da soli, vedremo che per pulire basterà meno detersivo.



Detersivi concentrati
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Sia tradizionali che biologici, i detersivi concentrati consentono di risparmiare soldi e imballaggi.
... o alla spina
Ormai presenti in molte città del nord, anche al sud sembrano prendere piede. Sono i distributori di detersivi sfusi. Ci si porta da casa il flacone e si paga solo la ricarica. Si risparmia fino al 60% e l'ambiente ringrazia.

Metodi della nonna

Aceto, bicarbonato e acido citrico sono una vera forza. Magari alternando con i detersivi convenzionali, se usati nelle giuste proporzioni e diluiti nell'acqua, non hanno nulla da invidiare ai tossicissimi anticalcare e sgrassanti.
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Messaggio Da silence Ven 13 Apr - 9:12

PULIZIE ECOLOGICHE IN CUCINA

Si sa, il regno della perfetta casalinga è la cucina. Tra pranzetti prelibati e sperimentazioni a suon di mestolo, è qui che raggiunge l'apice dell'appagamento. Vero è che meno incoraggiante è quell'ammasso di stoviglie che si accumula dopo aver soddisfatto il palato di familiari e amici.

Allora è proprio questo il primo luogo in cui può entrare in gioco l'animo ecologico del gentil sesso. Realizzato che quei piatti nel lavello non si laveranno mai da soli (nemmeno, ahimè, con uno "scampanellio" del naso) e che, dopo cena, per il lui italico è più importante il telecomando, ecco alcuni consigli per fare del lavaggio dei piatti (e non solo) un processo sostenibile per tasche e ambiente.

- I piatti a mano

Unto: la maggior parte delle volte, lo sporco dei piatti ha bisogno di sgrassatori efficaci. Prima, però, dare una passata con i tovagliolini di carta usati a tavola o pretrattare con gli spruzzini al bicarbonato, può far risparmiare acqua e detersivo. Un ottimo metodo è anche sciogliere il bicarbonato nella pentola incrostata e metterla sul fuoco per pochi minuti. Lo sporco andrà via con un dito.

In più, sappiamo bene che più l'acqua è calda, più lo sporco si leva facilmente.

Detto questo, il lavaggio vero e proprio va fatto con il detersivo classico, biologico o tradizionale, i cui componenti principali, i tensioattivi, servono a sgrassare.

Ora, è bene riempire il lavello con poca acqua calda, mettendo qualche goccia di detersivo solo sulla spugna e poi risciacquare.

Inoltre...

- Se avanza del limone, riponetelo nell'acqua di lavaggio dei piatti. E' un buon sgrassante ed elimina gli odori. E un piccolo consiglio di bellezza: il limone è un ottimo irrobustente per le vostre unghie!

- Anche l'acqua di scolatura di pasta e riso, se usata ancora bollente, tira via miracolosamente l'unto grazie all'amido che contiene.



- I piatti in lavastoviglie


La cucina è dotata di lavastoviglie? Ah, che benedizione! Al di là delle disquisizioni se è più ecologico lavare a mano o no (ognuno dice la sua), in molti sono ad averla in casa e a benedirla ogni dì. Anche in questo caso, però, è necessario avere alcune piccole accortezze.

Innanzitutto, al momento dell'acquisto di una lavastoviglie, bisogna tener conto di quelle a basso consumo energetico. Non solo, ma anche scegliere la misura giusta è importante: il single non comprerà di certo quelle che prevedono un carico familiare!

E proprio il carico è un altro accorgimento: prima di avviare la macchina, siamo sicuri che l'abbiamo caricata in ogni suo spazio? O possiamo aspettare anche i piatti della cena di stasera? Energia, acqua e detersivo, insomma, in una sola volta! Inoltre, cari maniaci della pulizia, è inutile sciacquare le stoviglie sotto l'acqua corrente prima di metterle nel cestello...

Un altro rimedio per risparmiare energia, quando la lavastoviglie è manuale, è arrestarla prima della fase di asciugatura e aprirla lasciando asciugare le stoviglie all'aria, mentre è sempre utile controllare il livello del sale e pulire il filtro ogni due settimane.

Quanto al detersivo, di biologici e alla spina ce ne sono tantissimi. E' possibile anche prepararlo in casa con sale, aceto e limone.

Per brillantare si può versare l'aceto nella vaschetta apposita. Attenzione a non versarlo liberamente nell'elettrodomestico, perché a contatto col detersivo tradizionale l'alcalinità del detersivo stesso si annullerebbe e quindi anche la sua efficacia.


- Il forno e il frigo

Sia che tradizionale che a microonde, il forno non andrebbe mai pulito con prodotti commerciali che contengono soda caustica, solventi e un altro miliardo di sostanze tossiche. Gli eventuali residui, infatti, possono attaccarsi sui cibi. Meglio allora lavare il forno con acqua calda e bicarbonato o limone o aceto oppure passando un limone tagliato a metà sulla superficie e passando poi una spugna inumidita.

Nel caso del microonde, è sufficiente mettere mezzo bicchiere di acqua e succo di limone (o acqua e aceto), accendere il forno a potenza massima per 5 o 6 minuti, attendere un altro paio di minuti e poi passare una spugnetta inumidita.

Aceto o bicarbonato anche per il frigorifero. In questo caso, a fare il suo dovere sarà lo spruzzino che abbiamo precedentemente preparato. Per eliminare cattivi odori, infine, basta lasciare nel frigo un po' di bicarbonato in una vaschetta aperta.


PULIZIE ECOLOGICHE IN BAGNO

Anche qui germi e batteri hanno vita breve con metodi ecologici. Qui, dove l'uomo cela i suoi prodotti di bellezza, dove il bimbo fa il bagnetto, dove le vostre gambe si terrorizzano a sentir nominare la ceretta, dove una doccia calda ve la meritate sempre, dove sognate che quel lavandino splendi di luce propria, esattamente come nelle migliori pubblicità americane anni '60... Insomma, anche qui c'è da rimboccarsi le maniche, visto che una pulizia di fondo è sempre indispensabile. Ma, se fatta quotidianamente, disincrostanti o, addirittura, acido muriatico, sono del tutto inutili.

E' quindi possibile alternare i metodi tradizionali con acqua calda e bicarbonato, che rimangono i migliori alleati, così come le soluzioni con l'aceto bianco. Mai utilizzare questi miscugli nella vasche da bagno in resina.
Anche per togliere il calcare, ancora una volta accorre l'aceto: caldo, passato con una spugna, darà i suoi risultati dopo un risciacquo. Se il calcare ha ostruito le griglie dei rubinetti o della doccia, si possono svitare e immergerli in un bicchiere d'aceto finché il calcare non inizia a sciogliersi.

- Il bucato

Anche qui vale la regola dell'etichetta: leggere le prescrizioni per un corretto uso è sempre importante per non sprecare detersivo, sia tradizionale che biologico (quest'ultimo è il più delle volte concentrato, per cui da utilizzare davvero a piccole dosi).

In effetti, troppo detergente non riuscirebbe a diluirsi, e quindi a lavare, inquinerebbe ancora di più l'ambiente e rimarrebbe appiccicato sui nostri vestiti, che metteremo a contatto con la pelle e così via... Vero è che molto dipende dalla durezza dell'acqua, ossia la quantità di sali di calcio e magnesio presenti, in base alla quale molto varia la quantità di detersivo da usare.

Se l'acqua è dura, molte molecole del tensioattivo presente nel detersivo hanno a che fare con gli ioni calcio e magnesio e quindi non lavano. Serve allora più detersivo. Soluzione: montare dei decalcificatori che la rendano dolce e che proteggano dal calcare macchinari e tubature.

Altri metodi ecosostenibili per smacchiare: è bene pretrattare le macchie con sapone di Marsiglia oppure, e in questo caso serve anche a sbiancare, si possono lasciare i capi in ammollo per una notte in acqua e bicarbonato. Per rendere più bianchi i vestiti, si può anche applicare del percarbonato (che libera ossigeno attivo senza avere effetti sull'uomo e sull'ambiente) diluito e lasciare agire per circa un'ora prima del lavaggio.

L'ammorbidente: quello tradizionale contiene una serie di ingredienti di origine petrolchimica per niente biodegradabili. Oltre agli ammorbidenti ecologici, che contengono elementi di origine vegetale, si può usare l'aceto bianco, che non lascia odore e svolge anche un'efficace azione anticalcare, o una soluzione di acido citrico al 15-20%, 100 ml a lavaggio.

- I pavimenti

Se lavate tutti i giorni, piastrelle o ceramica possono essere anche lucidate solo con acqua e aceto o vapore.

Aceto anche per il parquet verniciato, non per quello oliato, ma si possono pulire entrambi con un panno in microfibra bagnato e ben strizzato. Questo è un ottimo sostituto dei panni elettrostatici usa e getta, che sono ad alto impatto ambientale e spesso sono intrisi di prodotti chimici che rimangono a terra, ad alto rischio per i bambini.


- I vetri

Per le finestre, si passa una spugna bagnata, si appallottola un foglio di giornale, si asciuga ed il gioco è fatto! Ma si può anche ricorrere a uno spruzzino di acqua calda e aceto o soltanto ad acqua e panno in microfibra.



ALTRI ECOSUGGERIMENTI




- I "baffi" del termosifone sulle pareti: strofinare sul muro con un mollica di pane imbevuta in acqua e bicarbonato

- I Fornelli in acciaio: si possono lucidare immergendoli in acqua bollente e aceto

- L'argento: preparare una pappetta di acqua e bicarbonato e strofinare con uno straccio

- Il rame: trattarlo con straccio imbevuto con un pizzico di sale e aceto (o limone)

- Tappeti: passare l'aspirapolvere, poi cospargere di bicarbonato e lasciare agire una notte. Ripassare l'aspirapolvere.



E, inoltre, ricordiamoci sempre di non lasciare gli elettrodomestici in modalità standby, di posizionare il frigorifero e il congelatore lontano da fonti di calore e regolarne il termostato su temperature non eccessive (4-5° per il frigorifero e -15/-18 per il congelatore).






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Messaggio Da silence Ven 13 Apr - 9:24

DETERSIVI FAI-DA-TE


Dopo la nostra guida sulle pulizie ecologiche ecco a voi, per completare il discorso, quella sui detersivi e detergenti per la casa fai-da-te.

La pubblicità ci ha convinto piano piano che ogni elemento nella nostra casa abbisogni di trattamenti di pulizia specifici, sarà vero? Se date un'occhiata alle etichette vi renderete conto che le sostanze utilizzate nei vari, differenti prodotti (chimici, dannosi e pericolosi) sono sempre le stesse, in concentrazioni maggiori e minori. Così, se ne avete abbastanza di ospitare nel vostro strabordante armadietto degno di un laboratorio chimico flaconi e flaconcini di varia forma, colore e misura, eccovi qualche piccola chicca con la quale confezionare ciò di cui avete veramente bisogno per far scintillare la vostra casa, risparmiando ed ecologizzando. Ricordate ovviamente che naturale non è sempre sinonimo di innocuo, perciò cautela nel maneggiare le sostanze indicate!

COSA CI OCCORRE: GLI INGREDIENTI INDISPENSABILI


L'acqua: Indispensabile alla preparazione dei prodotti e per la pulizia tout-court. Per essere efficace in questo caso dovremmo aumentare le sue proprietà tensioattive (ammorbidire e portar via i grassi), riscaldandola e/o aggiungendovi alcuni prodotti (cristalli di sodio, sapone...)

L'aerazione: l'aerazione quotidiana delle stanze (dieci minuti al giorno come minimo ed anche in inverno) contribuisce ad eliminare i numerosi agenti inquinanti "interni" e a ridurre l'inquinamento domestico. L'aria fredda e la luce (raggi UV) fra l'altro hanno la capacità di eliminare molti "indesiderati" (batteri, acari...)

Acido acetico: conosciuto anche come aceto bianco, è una soluzione acquosa, trasparente, composta da almeno il 6% di acido acetico prodotto dalla fermentazione dell'aceto, di alcool o di barbabietole. Ha proprietà sgrassanti, disincrostanti, deodoranti, antisettiche, disinfettanti, conservanti...In alcuni casi è sostituibile con il succo del limone

Bicarbonato di sodio-NaHCO3: da non confondere con il carbonato di sodio o con la più pericolosa soda caustica, questa polvere fine e bianca neutralizza gli acidi e dunque gli odori, è leggermente abrasivo, pulente ed addolcisce l'aria. Può essere sostituito, per quanto riguarda le sue poprietà abasive, con polvere di pietra pomice, argilla o creta.

Cristalli di Sodio-Na2CO3: più basico del Bicarbonato di sodio (e più efficaci per alcune cose), questi cristalli traslucidi che diventano bianchi al contatto con l'aria, possono essere irritanti per alcuni soggetti; proteggete dunque le pelli sensibili e tenete fuori dalla portata dei bambini. Neutralizza gli acidi, scrosta e dissolve le materie grasse, si può utilizzare sugli smalti (vasca da bagno, lavandino, wc...), per il bucato, per addolcire l'aria, sturare i tubi (solo se intasati da meteriale organico), pulire i pavimenti. Può essere sostituito, in alcuni usi, dal sapone nero.

Oli essenziali: gli oli essenziali si dosano in gocce, attenti alle quantità! In più alcuni olii possono essere dermocaustici e se ingeriti, molto tossici. Ricordate che bambini al di sotto dei 7 ani e gatti sono molto sensibili a questi prodotti. Questo liquido molto viscoso, più o meno colorato, molto profumato, ottenuto dalla distillazione di piante è un ottimo disinfettante, antisettico, antimicrobico, germicida ed ad un tempo antibiotico, antibatterico ed antimicotico, disinfettante, repellente per gli insetti e deodorante. Ne esistono di svariati ma, per le pulizie di casa, scegliendone un paio opteremmo per l'olio essenziale di limone e quello di albero di tea.


I SAPONI
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
I saponi sono fabbricati a partire da soda, potassio e trigliceridi (animali e/o vegetali). Più l'acqua è dura, più la loro efficacia diminuisce. L'aggiunta di cristalli di sodio o di bicarbonato può ovviare al problema.

Sapone nero: Questo liquido molto concentrato e molto viscoso, dal colore che può variare dal nero-bruno al verde, può causare irritazioni; è bene perciò proteggere le pelli delicate e tenere al di fuori della portata dei bambini. E' molto sgrassante e disincrostante. L'ideale per sgrassare fornelli e forni, pulire i vetri, togliere le macchie di catrame e scrostare la pittura ad olio. Può anche essere usato come smacchiatore prima del lavaggio in lavatrice ma attenti ai capi delicati! E' al tempo stesso un antisettico ed un antinsetticida, pulisce in profondità e fa brillare, nutrendole, superfici come marmo, ardesia, linoleum. Può essere, in qualche uso, sostituito dai cristalli di sodio.

Sapone di Marsiglia: ottenuto a partire da soda ed oli vegetali (arachidi, cocco , oliva, palma) o da grassi animali (nei saponi industriali in cui sono inoltre presenti vari additivi che ne riducono la biodegradabilità), questo sapone dal colore che può variare dal bianco al verde è meno efficace del sapone nero per quanto riguarda la pulizia della casa ma è l'ideale per il bucato ed ha proprietà antisettiche.

Sapone neutro liquido: multiuso, va bene anche per il lavaggio delle stoviglie.



ALTRI AMICI


Sale: disincrostante, assorbente, deodorante, antigelo, fissatore del colore.

L'olio d'oliva: nutre e fa brillare i mobili in legno, scioglie lo sporco dalle superfici.

Succo di limone: sbianca, ravviva la pietra e lo smalto, deodorante, abrasivo, disincrostante.

La polvere di caffè: sgrassa, deodora, pulisce, ravviva i colori scuri ed il cuoio.

Argilla: assorbente, abrasiva.

Polvere di bicarbonato di calcio o bianco di Spagna: assorbente, abrasiva, lucidante.

Polvere di pietra pomice: abrasiva.

Cenere: pulente, sgrassante, abrasiva, assorbente.

Acqua ossigenata: sbianca, deodora, disinfetta.

Buccia di patata: anticalcare e di trattamento per la cura di bichhieri ed argenteria.


I MATERIALI


Gli indispensabili:

Panni in microfibra: la microfibra secca attira la polvere, umidificata invece sgrassa. Sono assorbenti, permettono di ridurre la quantità di detergente necessario alla pulizia e si lavano in lavatrice.

Spugne vegetali: si lavano in lavatrice.

Stracci: in lino od in cotone. Lavabili in lavatrice.

Secchio: uno piccolo ed uno grande.

Raschino.

Scopa e paletta.

Vecchie spazzole a denti o di ferro.

Eventualmente un aspirapolvere (indispensabile per la moquette) con sacchetto riutilizzabile.

Palle da golf, da tennis o palle da lavaggio.


PER LA PREPARAZIONE DEI PRODOTTI:

Bidoni da detersivo liquido per bucato (o contenitori opachi della capacità di almeno 2 litri) puliti.

Flaconi da detersivo per i piatti (o flaconi dalla capacità di almeno 500ml) puliti.

Vaporizzatore recuperato.

Vasetti da 500gr o da 1kg.

Piccoli barattoli opachi.

Vasetti con tappo dosapolveri (tipo saliera) da usare per il bicarbonato.

Imbuti.

Ancora utili saranno: etichette, pelle di camoscio (meglio sintetica, se naturale abbiate cura di preservarla nel tempo), vecchi gionali (per vetri e specchi), piumini da spolvero, guanti.



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Messaggio Da silence Ven 13 Apr - 9:34

I PRODOTTI DA FABBRICARE PRIMA


Il pulente/disinfettante multiuso.

Materiali: bidone opaco da 2 litri, imbuto, un cucchiaio, un bicchiere.

Ingredienti: bicarbonato, olio essenziale, aceto bianco, acqua.

Ricetta: versare 2 cucchiai di bicarbinato nel recipiente, aggiungere 2l d'acqua calda. A parte mescolate 1 cucchiaio di aceto bianco e da 1 a 3 cucchiai di olio essenziale. Versare nel recipiente ed assicurare bene.

Utilizzi: Si presta a tutte le utilizzazioni. E' usato specialmente per disinfettare le superfici.


Sapone per i piatti.

Materiali: flacone da 500ml, un cucchiaio, un cucchiaino da caffè, imbuto.

Ingredienti: bicarbonato di sodio, sapone liquido neutro, olio essenziale, acqua.

Ricetta: Versare nel flacone un cucchiaino da caffè di bicarbonato, 1/6 di sapone liquido neutro. Versare l'acqua fino a riempire. Aggiungere 15/20 gocce di olio essenziale ed agitare dolcemente.

Crema pulente.

Materiali: flacone opaco da 500ml, imbuto, cucchiaio.

Ingredienti: bicarbonato di sodio, sale fino, sapone liquido neutro (o sapone pe i piatti ecologico), olio essenziale (limone, menta, etc...), acqua.

Ricetta: riempire a metà il flacone con il bicarbonato di sodio aiutandosi con l'imbuto, aggiungere 1/5 di sale fino da cucina, un cucchiaio di sapone neutro liquido, aggiungere 15-20 gocce di olio essenziale, riempire con l'acqua ed agitare.

Utilizzo: ricordate d'agitare sempre prima dell'uso. Attenzione alle superfici delicate (per la presenza del sale) vetroceramica per la quale preferite la ricetta che segue.

Crema pulente rapida.

Cospargete la superficie da pulire con del bicarbonato di sodio e strofinate dolcemente con una spugnetta imbevuta di sapone liquido neutro.

La pietra pulente.

Più efficace ed adatta a tutte le superfici.

Materiali: un vasetto opaco, un cucchiaio.

Ingredienti: bicarbonato di sodio, bianco di Spagna (o argilla bianca). Facoltativo: polvere di pietra pomice, sapone liquido, olio essenziale (menta, limone, etc...), acqua.

Ricetta: un misurino e mezzo di bianco di Spagna o di argilla bianca, aggiungere circa 10 gocce di olio essenziale, 1 misurino di bicarbonato, ½ misurino di polvere di pietra pomice, 1 misurino di sapone liquido neutro, mischiare bene con il cucchiaio, aggiungere l'acqua, mescolare dolcemente e riempire il vasetto fino al bordo. Lasciare seccare al sole almeno per 24 ore con il coperchio ben chiuso.

Utilizzi: da strofinare con una spugna sulle superfici.

Il detergente per il wc.

Materiali: un vaporizzatore, un cucchiaino da caffè.

Ingredienti: aceto, olio essenziale, acqua.

Ricetta: 1/3 di aceto, 2/3 d'acqua, 2 cc di olio essenziale.

Utilizzi: vaporizzare sui sanitari, lasciare agire 15-20 minuti, risciacquare.

I prodotti per la cura dei mobili in legno.

Materiali: un piccolo vaporizzatore (circa 50ml), un cucchiaio.

Ingredienti: succo di limone (preferibilmente bio) o aceto bianco, olio d'oliva, olio essenziale di limone.

Ricetta: 5 cucchiai di succo di limone, 5 cucchiai di olio d'oliva, 15 gocce di olio essenziale di limone.

Utilizzo: vaporizzare sulle superfici da trattare e strofinare dolcemente con un panno morbido.


I prodotti per la cura settimanale delle tubature.

Materiali: una brocca (500ml), un bicchiere (250ml), un cucchiaio.

Ingredienti: bicarbonato di sodio, sale fino.

Ricetta: versare un bicchiere di bicarbonato ed 1 di sale fino nella brocca ed agitare.

Utilizzi: Versare 3 cucchiai del composto nelle tubature seguite da acqua ed aceto bollente.



Pulire la CUCINA con i detergenti fai-da-te preparati


Fornelli, cappa e forno.

Pulire i fornelli con la crema pulente, la pietra pulente, il sapone nero o la pasta di bicarbonato (bicarbonato mischiato ad acqua con la consistenza di una pasta). Sciacquare. Passare il panno in microfibra.

Lasciate in ammollo i bruciatori nell'aceto bianco (anche qualche ora se necessario).

Pulite la cappa con il sapone nero o una soluzione d'acqua e cristalli di sodio.

Pulite il forno od il microonde con il sapone nero o la pasta di bicarbonato.

Per il microonde potete anche mettere una ciotola con dell'aceto o del succo di limone, lasciarlo scaldare un po' e passarlo sulle pareti con una spugna. Passate poi il panno in microfibra.

Se il forno è incrostato, cospargete del bicarbonato di sodio sulle superfici, vaporizzatevi dell'acqua finche non sia ben inumidito e lasciate agire una notte intera. Gattate via lo sporco con l'aito di una spatola, passate la spugna e risciacquate bene. Passate poi il panno in microfibra. Se il forno fosse molto sporco ed incrostato potete usare lo stesso metodo aggiungendo al bicarbonato cristalli di soda (2/3 del primo ed 1/3 del secondo). Radicale.ev

Lavello e rubinetterie.

Passare una spugna umida imbevuta di sapone liquido neutro sul quale avrete cosparso del bicarbonato di sodio, potete utilizzare anche la crema o la pietra pulente. Risciacquare. Asciugare con il panno in microfibra.

Scrostare regolarmente il becco del miscelatore dell'acqua lasciandolo in ammollo in una soluzione di acqua ed aceto bianco (50 e 50) calda. Idem per i rubinetti. In caso di necessità, grattate leggermente con una spatolina di legno.

Pe sbiancare i lavelli in ceramica, strofinateli con del succo di limone o con del percarbonato di soda.

Deodorare.

Lasciate una casseruola scoperte contenente una soluzione di acqua ed aceto calda almeno per 1 ora al centro della stanza.

Stipi ed armadietti.

Pulite con il detergente multiuso puro, sciacquate e passate il panno in microfibra. Contro i cattivi odori ponete una ciotolina all'interno degli stipi contenente del bicarbonato di sodio oppure un batuffolo di cotone imbevuto di olio essenziale di limone.

Piano da lavoro.

Pulite con il detergente multiuso puro. Asciugate con un panno in microfibra.

Se ci sono delle macchie tenaci, passate una spugna con la crema o la pietra pulente. Sciacquate ed asciugate con il panno in microfibra.

Tubature.

E' assolutamente indispensabile un filtrino, una retina sullo scarico di soccia, vasca, lavello e lavandino per la raccoltas della sporcizia (capelli, sapone, residui alimentari), Ricordate di pulirlo almeno una volta ogni 2 giorni.

La cura settimanale.

Conto i cattivi odori o gli ingorghi mettere 3 grossi cucchiai di sale mescolato a bicarbonato nella conduttura seguti da una soluzione bollente di acqua ed aceto.

Cestino della spazzatura.

Pulite con dell'aceto, sciacquate e passate una spugna con del disinfettante multiuso. Per evitare i cattivi odori mettete due grossi cucchiai di bicarbonato sul fondo del cestino.

Frigorifero e congelatore.

E' necessario pulire il frigorifero (scomparti e pareti) almeno due volte al mese con una soluzione calda di aceto e succo di limone a cui potete facoltativamente aggiungere un cucchiaino di disinfettante multiuso. Contro i cattivi odoi ponete al suo interno una ciotolina di bicarbonato.

La pulizia intensa.

Smontate tutte le parti possibili del frigo. Mettete in un secchio d'acqua calda un cucchiaio di critalli di soda ed un tappo di disinfettante multiuso. Pulite bene il tutto con questa soluzione e risciaquate. Passate un panno imbevuto di disinfettante multiuso senza sciacquare. Il giorno seguente date un colpo di spugna imbevuta di aceto. Asciugate con un panno in microfibra e lasciate le porte aperte finchè tutto non sia ben asciutto.

Piatti.


Riempire due bacinelle d'acqua calda. Versate in uno il sapone per i piatti, nell'altro (di risciacquo) un fili d'aceto. Pulite come di consueto. In caso di bisogno potete utilizzare la crema o la pietra pulente.

Bollitori, caffettiere, etc...

Per scrostare fate bollire in una soluzione d'acqua ed aceto (50 e 50). Potete recuperare la soluzione per pulie le rubinetterie.

Fondi di casseruole bruciati.

Appena dopo la cottura pulite con un po' di sale fino e dell'aceto. Se non basta, lasciatevi bollire dell'acua a cui avete aggiunto aceto e due cucchiai di bicarbonato.

"Culi" delle pentole.

Provate a lasciare in ammollo il pentolame pe una notte intera in una soluzione d'acqua e aceto.

Per pulire il metallo in generale: mescolate bicarbonato+cenere+acqua fino ad ottenere la consistenza di una pasta e strofinare oppure mischiate aceto+sale+farina.

Friggitrice.

Dopo aver vuotato l'olio esausto in una bottiglia (ricordate di riciclarlo!), cospargete la friggitrice di farina e poi asciugatela con una spugna.

Taglieri.

Cospargeteli di bicarbonato, strofinate e risciacquate.

Plastica macchiata di pomodoro.

Stofinate con dell'olio vegetale.

Thermos.

Versate dell'acqua calda e due cucchiai di bicarbonato e lasciate agire almeno 1 ora scuotendo di tanto in tanto.


Vasellame macchiato.

Lasciate in ammollo con acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaino di cristalli di soda



Pulire IL BAGNO con i detergenti fai-da-te preparati


Vasca, doccia e lavabo.

Mettere un pugno di cristalli di soda ed un tappo di disinfettante multiuso in un piccolo secchio d'acqua molto calda. Pulire con una spugna (rubinetteria compresa) e risciacquare molto bene. Asciugare la rubinetteria con un panno in microfibra. Una volta ogni due sostituire i cristalli di soda con ½ bicchiere di aceto bollente. Durante l'anno strofinate lo smalto del lavabo con mezzo limone (o con la pasta di percarbonato di soda e acqua). Ricordate di scrostare regolarmente il becco del miscelatore dell'acqua e quello della cornetta della doccia lasciandoli in ammollo per almeno ½ ora in una soluzione di acqua calda ed aceto (50 e 50).

Spazzole e Pettini.

La maggior parte dei pettini e delle spazzole (per capelli o per unghie) sono lavabili in lavatrice. Basta riporli in un calzino, annordarlo e porlo assieme agli altri indumenti. Altrimenti potete metterli in ammollo in una bacinella d'acqua a cui avrete aggiunto un bicchiere d'aceto (o 2 cucchiai di bicarbonato).

Calcare incrostato.

Se ci sono delle macchie di calcare giallo che non vogliono andar via imbevete un po' di carta assorbente con dell'aceto ed appoggiatelo sulla macchia di calcare. Lasciate agire da qualche minuto a qualche ora, strofinate con una spugna e risciacquate. Potete anche utilizzare una soluzione di acqua saponata e polvere di pietra pomice.

Piastrelle.

Strofinate con uno spazzolino per le unghie il composto che abbiamo indicato per Vasca, doccia e lavabo e poi risciacquate. Se ci sono delle muffe dopo questo primo lavaggio strofinate le piastrelle con lo spazzolino da unghie imbevuto di disinfettante multiuso. Può essere utile, a seconda dell'olio essenziale che avrete usato per il vostro disinfettante multiuso, aggiungere alcune gocce di olio essenziale antimicotico (come ad esempio quello di tea tree).

Specchi.

Pulite con dell'aceto bianco, asciugate con un panno in microfibra o della cata da giornale.

Tubature.

(vedi cucina).

Spazzatura.

(vedi cucina).

Tenda e parete della doccia.

Le pareti o i vetri di una doccia molto incrostati dal calcare vanno strofinati con una spugna imbevuta di aceto caldo puro. Per le tendine nello stesso stato, normalmente un lavaggio in lavatrice è sufficiente. In caso contrario lasciatela in ammollo almeno ½ ora in una soluzione d'acqua calda ed aceto.

WC


La cura settimanale.

Utilizzate sia il disinfettante multiuso puro, sia il detergente per il wc sia per l'esterno che per l'interno del sanitario. Per l'interno, vaporizzate il detergente wc sulle pareti, lasciate agire 15 minuti almeno e spazzolate.

Scrostare.

Ogni 15 giorni versate un pugno di cristalli di soda diluiti in un po' d'acqua calda. Lasciate agire 15 minuti, spazzolate e tirate lo scarico.

Macchie gialle recenti sul fondo.

Normalmente spazzolare è sufficiente. In caso contrario versate un cucchiaio di bicarbonato sul fondo, spazzolate e tirate lo scarico.


Macchie da gialle a nere incrostate sul fondo.

Versate sul fondo 2-3 cucchiai di bicarbionato, 2-3 di sale fino, un bicchiere di aceto caldo ed acqua bollente. Lasciate agire, spazzolate. Se le macchie fossero davvero molto tenaci versate sul fondo dell'aceto bollente e lasciate agire tutta la notte e poi spazzolate. Grattate eventualmente con una spatolina di legno, di ferro o di plastica. Potrebbe essere necessario ripetere queste operazioni per più giorni di seguito in base allo stato del wc. Provate anche una mistura di acqua saponata e polvere di pietra pomice.
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Messaggio Da silence Ven 13 Apr - 9:38



IL BUCATO E I RIMEDI NATURALI CONTRO LE MACCHIE



Smacchiare in pre-lavaggio.

Una delle difficoltà maggiori per chi scelga di optare per un bucato eco è quello di togliere alcune macchie da pre-trattare. In generale il sapone nero torna utile in questi casi altrimenti occorrerà lasciare in ammollo la biancheria in una soluzione di cristalli di soda o di percarbonato di soda.


Macchie difficili

Ricordate di pre-trattare sempre tali macchie prima di lavare i capi in lavatrice. Se cucinate una macchia ad alte temperature o con il ferro da stiro infatti, non ve ne libererete più.

Grasso ed olio: cospargete di bianco di Spagna o d'argilla.

Sudorazione: strofinate con dell'acqua ed aceto oppure con alcool denaturato a 70°.

Rossetto: alcool denaturato a 70° o una miscela di acqua ossigenata e cristalli di soda.

Frutta: trattate immediatamente con dell'acqua bollente. Su una macchia secca provate succo di limone, acqua ossigenata, acqua ed aceto o percarbonato di soda.

Frutti rossi:lasciate in ammollo in acqua tiepida, insaponate, non risciacquate e stendete al sole. Successivamente lavate in lavatrice.

Uovo: mai acqua calda. Strofinate con dell'acqua ossigenata od una soluzione di percarbonato.

Vino rosso: passate immediatamente del vino bianco oppure acqua frizzante (poi spolverate con del sale). Altrimenti lasciate in ammollo in acqua tiepida, insaponate, non risciacquate, stendete al sole e lavate in seguito in lavatrice.

Sangue: mai acqua calda. Immergete la macchia in acqua fresca e molto salata strofinando. Per una macchia secca lasciate in ammollo per almeno ½ ora in acqua fredda a cui avrete aggiunto cristalli di soda e percarbonato di soda (o acqua ossigenata). Per una macchia cotta provate a strofinare con acqua ed aceto. I capi delicati vanno lasciati in ammollo con acqua ed aspirina.

Cioccolata: inumidite con dell'acqua saponata e strofinate delicatamente con dell'acqua ossigenata.

The: strofinate la macchia con del succo di limone, sui tessuti delicati provate con l'aceto.

Caffè: sciacquare in acqua fredda, strofinare con acqua calda saponata e risciacquare oppure utilizzate dell'acqua ossigenata.

Erba: tamponate con dell'aceto.

Umidità e muffa: Tampèonate la macchia con un panno imbevuto di succo di limone molto salato, strofinate con del sapone di Marsiglia. Lavate a 90°(indispensabile per annientare le spore) o fate bollire in una casseruola.

Pittura, inchiostro: Lasciate in ammollo in latte tiepido, lavare con acqua saponata e risciacquare abbondantemente. Provate altrimenti a strofinare con dell'alcool.



MOBILI

Cura dei mobili in legno.

Per la pulizia dei mobili in legno passate innanzitutto sulle supefici un panno in microfibra asciutto, in seguito passate sulle macchie lo stesso panno sul quale avrete versato un po' di sapone per i piatti, infine qualche goccia di prodotto specifico per il legno su un tessuto morbido 1 volta ogni 15 giorni almeno.

Per le macchie d'acqua su mobili lucidi passate a lungo un tappo di sughero sulla macchia.

Le tracce di bicchieri o tazze si eliminano con alcune gocce di prodotto specifico per il legno a cui aggiungeete un po' di cenere (anche quello di sigaretta va bene).

Spolverare.

Utilizzate un panno in microfibra. Per aumentae la capacità attrattiva del panno sulla polvere, lasciatela in ammollo in acqua e glicerina e lasciatela asciugare prima dell'uso.

Vetri e specchi.

Pulite con dell'acqua ed aceto od acqua appena saponata se occorre, asciugate sia con un panno in microfibra che con della carta di giornale.

Schermi.

Evitate assolutamente solventi ed alcool, è sufficiente passare un panno in microfibra asciutto o appena umidificato se proprio ce ne fosse bisogno.


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Messaggio Da Gex Ven 13 Apr - 19:33

Molto interessante...
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Messaggio Da *apache* Sab 14 Apr - 7:07

un thread molto educatico pieno di consigli utilissimi..brava !!!! cheers Very Happy
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Messaggio Da silence Sab 14 Apr - 9:03

*apache* ha scritto:un thread molto educatico pieno di consigli utilissimi..brava !!!! cheers Very Happy

tu mi hai dato lo spunto..e io l'ho sviluppato!! Very Happy Un ottimo team!! study
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Messaggio Da silence Mer 18 Apr - 10:50

Continuiamo il nostro viaggio nel green style passando dal risparmio energetico in casa :rispetto per il nostro portafoglio e naturalmente per l'ambiente.


Risparmio energetico in casa, consigli pratici

L’energia è un bene prezioso, come tale va quindi salvaguardata. Scegliere fonti di produzione rinnovabili è una decisione saggia e quanto mai doverosa, tanto quanto evitarne ogni possibile spreco. In ambito domestico, nella nostra vita di tutti i giorni, possiamo attraverso alcuni semplici accorgimenti ridurre la dispersione energetica e fare bene non solo alla Terra, ma anche alle nostre tasche. Elettricità, riscaldamento, acqua e cucina sono i punti critici su cui potremo intervenire per migliorare la nostra efficienza energetica. Partendo dal riscaldamento, che secondo le stime delle maggiori associazioni dei consumatori rappresenta il 79% della spesa energetica complessiva tra le mura domestiche, vedremo alcuni consigli pratici per ridurre i nostri consumi:

RISCALDAMENTO

Termosifoni e Caldaie

All’inizio dei mesi freddi, quando cominceremo a utilizzare il termosifone, meglio controllare che non ci siano residui d’aria. In caso ve ne fossero utilizzare la valvola apposita (se non presente è opportuno farne installare una) per sfiatare l’aria presente;
Durante il periodo d’impiego dei termosifoni evitare di coprirli con tende o con mobili, avendo cura di non posizionare questi ultimi troppo a ridosso dei radiatori riducendo così la dispersione del calore all’interno della stanza;
Ridurre di poco la temperatura nella stanza, appena un grado, può già assicurare un risparmio energetico pari al 6%;
In caso di scelta della nuova caldaia optare per una a condensazione: migliora il rendimento a parità di consumi con un modello tradizionale;
Importanti la manutenzione e i controlli periodici, con cadenza annuale (preferibilmente in anticipo rispetto alla stagione fredda).
Isolamento termico

I vetri delle finestre rappresentano una delle principali vie d’uscita per il calore. Contro questo possibile spreco si può ricorrere all’utilizzo dei doppi vetri e di finestre in grado isolare efficacemente le correnti d’aria esterna: garantiranno un minore spreco dell’energia prodotta dal nostro impianto di riscaldamento e contribuiranno a raggiungere più in fretta la temperatura desiderata;
Durante il giorno evitare di lasciare finestre e porte aperte durante la giornata, in caso di necessità preferire le ore più calde della giorno. Durante la notte ricordarsi di abbassare del tutto le tapparelle o serrande per creare una barriera ottimale contro il freddo esterno.
ELETTRICITÀ

Illuminazione e scaldabagno

Utilizzare sempre lampadine a risparmio energetico, cambiando eventualmente quelle ancora a incandescenza presenti in casa. Il loro maggiore rendimento in termini di consumi ci ripagherà abbondantemente della spesa sostenuta per l’acquisto. Importante nella scelta anche il livello di illuminazione garantito, che non deve essere superiore alle reali necessità dell’ambiente;
Ricordarsi di spegnere la luce della stanza da cui stiamo uscendo, a meno che non siamo sicuri di rientrarvi dopo pochissimo tempo: accenderle e spegnerle in continuazione ne riduce la durata nel tempo. In ogni caso evitare l’utilizzo di illuminazione artificiale se quella solare può essere sufficiente;
Per risparmiare qualcosina in più al momento dell’acquisto occorre fare un’ulteriore distinzione. Tra le lampadine a basso consumo le principali variazioni sono nel tempo impiegato per raggiungere la piena illuminazione: considerando che solitamente quelle con tempi più lunghi sono anche le meno costose, si potrebbero scegliere per ambienti come la cucina o il soggiorno in cui sostiamo in genere più a lungo;
Qualora si dovesse ricorrere a uno scaldabagno è opportuno regolarne la temperatura massima sui 60°C in inverno e sui 40°C d’estate, oltre a farne un uso moderato: salvo particolari esigenze, è possibile garantire il fabbisogno di una famiglia di 3-4 persone con la sola accensione notturna.
Elettrodomestici

Nella scelta del frigorifero primo aspetto di cui tenere conto è il fabbisogno familiare, evitando modelli che vadano oltre le proprie necessità e posizionandolo lontano da fonti di calore che possano ridurne l’efficienza;
Altro aspetto di cui tenere conto è la tabella di consumo (consultabile ormai per tutti i nuovi elettrodomestici) e la caratteristica no frost, che evita il formarsi della brina;
Quando introduciamo cibi o bevande (ad esempio per ottenere il classico tÈ freddo estivo) assicuriamoci che non siano troppo caldi, possibilmente lasciandoli a raffreddare in maniera naturale a temperatura ambiente per un po’;
Ultima, ma non meno importante pratica è l’evitare di aprire troppo di frequente lo sportello del frigorifero, causando un rialzo della temperatura interna e un conseguente maggiore impiego di energia per il suo ripristino;
Tenere sotto controllo i consumi dichiarati anche per l’acquisto della lavatrice, ricordandosi di fare l’opportuna manutenzione: tenendo il filtro pulito e riducendo allo stretto necessario l’utilizzo di detersivo si potrà ottenere lo stesso risultato, gravando meno sui consumi e sull’ambiente;
Consiglio sempre valido è quello di effettuare lavaggi solo a pieno carico, possibilmente evitando il prelavaggio (discorso analogo per quanto riguarda la lavastoviglie);
Asciugare i propri panni all’aria esterna piuttosto che ricorrere a un’asciugatrice;
In generale, collegare a una ciabatta più elettrodomestici (ad esempio televisore, lettore dvd, decoder vari ecc.) in modo da poterli spegnere del tutto quando inutilizzati per molte ore. Anche il solo stato di stand-by rappresenta un consumo che a fine anno può incidere sulla nostra efficienza energetica.
ACQUA

Durante la pulizia dei denti, delle mani o durante la doccia, tenere il rubinetto aperto solamente quando necessario, evitando di far scorrere inutilmente l’acqua;
Utilizzando i miscelatori d’aria, applicabili ai rubinetti come alla doccia, è possibile disporre della stessa pressione con un minor consumo idrico;
Lo sciacquone del water ha in genere un consumo idrico di alcuni litri (stimato in circa 10), spesso oltre l’effettivo utilizzo. Una soluzione comoda in questo senso è il doppio pulsante di scarico, così da poter far scorrere solo la necessaria quantità d’acqua;
Nel caso di bollitura dell’acqua per la preparazione di un tè evitare di riempire troppo il bricco, causando un maggiore consumo di gas, o in caso riversare la quantità in eccesso nella bacinella per i piatti: potrà essere riutilizzata per risciacquare le tazze ed evitare spreco di acqua per il loro lavaggio.
CUCINA

In cucina già la scelta del forno può portare i primi benefici, ricorrendo a un modello elettrico ventilato e ricordandosi di aprire il minor numero di volte possibile lo sportello (eviteremo così la dispersione del calore), cercando di evitarne il preriscaldamento e spegnendolo con un po’ di anticipo rispetto ai tempi di cottura per sfruttarne il calore residuo;
Cuocere in padelle e pentole provviste di coperchio e, in caso di tempi di cottura molto lunghi, utilizzare una pentola a pressione.
Per chiudere una piccola nota sulla televisione. Se invece di guardare ognuno il proprio televisore, magari persino sullo stesso canale, ci riunissimo insieme nella visione con la nostra famiglia? Potrebbe essere un modo sorprendentemente piacevole per risparmiare un po’ di energia e perché no, un’occasione per riscoprire il piacere di un bel film guardato in compagnia.




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Messaggio Da silence Mer 18 Apr - 11:10

Nuove etichette energetiche per gli elettrodomestici, come interpretarle

A partire dal 30 novembre 2011 anche in Italia sono arrivate le nuove etichette energetiche per gli elettrodomestici. Approvate in sede europea alla fine del 2010, diventano una realtà vincolante per produttori e importatori. Questo significa che non solo chi produce in Europa le apparecchiature dovrà adeguarsi, ma anche chi introdurrà lavatrici, frigoriferi e televisioni all’interno dell’Unione da paesi non UE.

Le nuove etichette aiuteranno a comprendere meglio i consumi e le capacità degli elettrodomestici, più evoluti rispetto alla precedente “generazione”, introducendo inoltre alcune categorie “supplementari” per l’efficienza energetica.

Andiamo ad esaminare meglio le nuove etichette, in particolare quelle associate ai frigoriferi. Questo particolare tipo di elettrodomestico dispone di due diverse etichette, a seconda della tecnologia che è alla base del suo funzionamento: a 7 classi per quelli con raffreddamento “a compressione” e a 10 classi per gli altri “ad assorbimento”. Questi ultimi dispongono di una classificazione più ampia per via dei loro consumi, generalmente più elevati.

Cambierà quindi la misurazione, che in entrambi i casi partirà da un massimo auspicabile equivalente alla casella di colore “verde scuro” con la dicitura A+++, ma che terminerà per i prodotti a 7 classi (quelli “a compressione”) al “rosso scuro” della lettera D, mentre per quelli a 10 classi (quelli “ad assorbimento”) il riferimento sarà indicato con la G.

Spieghiamo ora gli altri elementi indicati sull’etichetta. Sotto alla gradazione cromatica saranno presenti quattro riquadri indicanti rispettivamente, dall’alto in basso e da sinistra a destra: il consumo annuo espresso in kWh dell’elettrodomestico; la capacità in litri di tutti gli scomparti di conservazione; la capacità in litri della sezione del congelatore; la misurazione della rumorosità in decibel.

Gli apparecchi per la conservazione del vino hanno valori espressi differenti, indicando non la capacità in litri per quanto riguarda il contenuto, ma il numero di bottiglie “ospitabili”. La scala di valori è analoga a quella espressa per i frigoriferi “ad assorbimento”, in quanto come questi ultimi hanno generalmente valori che vanno dalla lettera D alla G.

Decisamente più dettagliate le etichette per lavatrici, dove sono prese in considerazione molte più variabili interessanti. Vediamo come leggerle nello specifico. La scala cromatica è la solita, dal verde scuro per i più efficienti al rosso scuro di quelli con consumi maggiori. I valori di misurazione sono 7, dalla A+++ alla D, mentre sei sono i riquadri informativi, a cominciare dal consumo energetico annuo, sempre espresso in kWh.

Gli altri cinque indicatori sono: il consumo annuo di litri d’acqua; la capacità di carico espressa in chilogrammi (Kg); l’efficienza di centrifuga; i valori di rumorosità in decibel, misurati per il lavaggio a pieno o a mezzo carico. Tutti i dati sono ricavati da un set di cicli di lavaggio svolto con programma “cotone” a 40 o 60°, a pieno o mezzo carico.

Cinque sono invece i riquadri con cui viene completata l’etichetta di efficienza energetica delle lavastoviglie. Scala anche in questo caso a 7 posizioni, costante anche il primo dettaglio riferito al consumo in kWh. A variare sono invece le altre specifiche, in primis con riferimento al consumo annuo di acqua, non più espresso in litri e non più in cicli.

Gli altri valori esprimono la classe di “efficienza di asciugatura”, il carico massimo espresso in “coperti” e la rumorosità, indicata come sempre in decibel. I consumi energetici sono ricavati da un ciclo di lavaggi con stoviglie mediamente sporche e in numero pari a quello di coperti dichiarati nell’etichetta. Come per le lavatrici, non è più indicato il livello di efficienza di lavaggio, che deve per legge essere di classe A.


Chiudiamo con le etichette per le televisioni, che riportano i seguenti valori: consumo espresso in kWh, le dimensioni dello schermo misurate in centimetri e pollici, i watt di potenza per cui è predisposto. Esiste un ulteriore riquadro indicativo, per il quale però non è ancora possibile fornire indicazioni. In merito si attendono ancora ulteriori specifiche dalla Digital Europe, come riportato dallo stesso sito ufficiale d’informazione sulle nuove etichette elettroniche.


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Messaggio Da silence Gio 19 Apr - 8:02

LA RETE IDRICA VERSA IN CONDIZIONI ALLARMANTI E L’ITALIA “PERDE” DA TUTTE LE PARTI
Acqua: quasi a secco, chiudiamo i rubinetti

A disposizione più di 400 metri cubi d’acqua a testa, ma ne sprechiamo tanta che siamo a un passo dall’emergenza.

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Messaggio Da silence Ven 20 Apr - 12:42

GREENPEACE

Chi boicotta le rinnovabili?

Gli incentivi alle energie pulite costano a una famiglia tipo circa 10 centesimi di euro al giorno e, di tutti i costi in bolletta, sono l’unica spesa che garantisce sviluppo, occupazione e tutela dell’ambiente. Il governo, però, ha deciso di tagliarli.

Le rinnovabili oggi costituiscono più dell’1% del Prodotto Interno Lordo nazionale e occupano circa 130 mila persone. Far fuori questo settore vorrebbe dire mettere un segno “meno” davanti ai numeri dell’andamento della nostra economia. Farebbe risalire i costi dell’elettricità nelle ore di picco diurno e aggraverebbe la dipendenza energetica del Paese dall’estero. Ma allora perché procedere in direzione sbagliata contro il benessere di tutti e la possibilità di ripresa del Paese?

Dietro questa strategia apparentemente insensata c’è lo scontro tra due scenari futuri possibili: uno fatto di energia pulita e sviluppo sostenibile; l’altro di fonti fossili, distruzione del clima e potere nelle mani di poche grandi multinazionali. Quest’ultimo scenario è il futuro secondo Enel. L’azienda, per il 30% dello Stato, che fa profitti commettendo reati contro ambiente e salute. E che scarica su noi tutti i costi delle sue scelte disastrose, prima fra tutte quella delle sue centrali a carbone.

Le energie pulite sono l’unico settore in Italia che ha resistito, in questi anni, alla crisi economica. Per questo Enel le teme ed è il primo “suggeritore” di questa manovra sbagliata. Per non far prevalere il profitto sporco del carbone dobbiamo fare luce su Enel.
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Messaggio Da silence Ven 20 Apr - 13:09

20 febbraio 2012
Scienziato olandese studia un hamburger fatto con le staminali

Lo scienziato olandese Mark Post ne è convinto: presto mangeremo un hamburger nato dalle cellule staminali di mucca. Il primo esperimento in questo senso andrà in scena il prossimo autunno, con gli ingredienti che sono ancora in fase di laboratorio. “Ci siamo impegnati nella costituzione di un paio di migliaia di piccoli tessuti – dice -, e poi assemblarle in un hamburger”.

Mark Post, cattedratico all’Università di Maastricht in Olanda, ha dichiarato anche che il suo esperimento verrà finanziato con 250mila euro da un investitore privato che preferisce rimanere autonomo, spinto dalla sua “cura per l’ambiente, il cibo e l’interesse per la vita”. Con questo tipo di carne, dice ancora lo scienziato, sarà possibile produrre cibo su larga scala, riducendo, tuttavia, i costi ambientali e sanitari.

La domanda globale di carne potrebbe aumentare anche del 60 percento entro il 2050. “L’allevamento degli animali è di gran lunga la più grande catastrofe globale in corso – sostiene Patrick Brown della Stanford University School of Medicine -. Si tratta di tecnologia inefficiente che non è fondamentalmente cambiata da millenni”.

che recupero di umanità sarebbe!!! Rolling Eyes Rolling Eyes
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Messaggio Da silence Dom 22 Apr - 12:57

Oggi è la Giornata Mondiale della Terra
Un miliardo di persone in 175 Paesi per l'Earth Day, la Giornata della terra, che oggi darà vita a una maxi-mobilitazione mondiale in difesa dell'ambiente.

22 aprile 2012 – Dagli Stati Uniti a Bali, dall'Islanda al Pakistan, per tutti lo slogan è "Mobilitiamo il pianeta" con eco-eventi volti a sostenere la necessità di uno sviluppo sostenibile. Nato nel 1970, quando 20 milioni di cittadini americani risposero a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson partecipando a una storica manifestazione in difesa del pianeta, l'Earth Day è giunto alla 42.ma edizione.

In Italia si festeggia dal 2007 con concerti che hanno visto esibirsi star del calibro di Patti Smith, Ben Arper e Vinicio Capossela. Quest'anno l'appuntamento clou è al Palapartenope di Napoli, in un concerto a km zero (in diretta sul web) e a impatto zero grazie alla compensazione delle emissioni di Co2 con interventi nelle foreste del Costarica.

Serena Dandini presenterà la serata che avrà come ospite d'onore la cantante indonesiana Anggun, ambasciatrice Fao. Sul palco saliranno anche una quarantina di artisti italiani di Rezophonic, la nazionale del rock capitanata da Mario Riso che collabora con l'Amref per realizzare pozzi d'acqua in Africa. Tra loro Enrico Ruggeri, i Sud Sound System e Francesco Sarcina, frontman della band Le Vibrazioni. A inaugurare il concerto sarà il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, mentre gli onori di casa spetteranno al sindaco partenopeo Luigi De Magistris.

IL MINISTRO CLINI - Il "futuro dell'economia è legato alla gestione delle risorse naturali". Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, in un'intervista alla trasmissione "A conti fatti", programma di economia sociale realizzato dalla redazione di economiacristiana.it sul canale italiano della Radio Vaticana, in onda oggi in occasione dell'Earth Day. «La protezione dell'ambiente – ha sottolineato il ministro – non è soltanto un investimento per un miglioramento della qualità della vita ma è un investimento per il futuro della nostra economia, e i giovani in questo senso hanno un ruolo chiave". Riferendosi quindi alla questione degli Ogm, Clini ha rilevato inoltre come il governo "ha tradizionalmente un posizione di molta cautela soprattutto per gli usi agricoli nel suolo nazionale, nel senso che si ritiene che le culture tradizionali agricole del nostro paese possano essere protette meglio attraverso il miglioramento del patrimonio genetico senza per forza ricorrere agli organismi geneticamente modificati". Il ministro ha inoltre annunciato di aver convocato per il 31 maggio a Roma una riunione di "tutte le Università italiane, ovvero di tutti i giovani segnalati dalle Università italiane che hanno competenze in materia ambientale per cominciare a costruire con loro un forum permanente". Non soltanto, conclude Clini, "uno scambio di idee e informazioni, ma anche e soprattutto individuazione di opportunità per il loro futuro da un punto di vista economico".
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Messaggio Da silence Dom 22 Apr - 16:13

"La terra si sta spezzando": parla il sismologo Gheorghe Marmureanu

Una previsione allarmistica? Forse, ma il sismologo Gheorghe Marmureanu
è fermamente convinto che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Quali saranno le conseguenze di questo stranissimo comportamento del globo lo vedremo fra qualche anno, per adesso resta una sola verità. Il terremoto indonesiano ci fa capire che la terra sta subendo una grave frattura. Quella parte del globo avrebbe dovuto essere interessata da forti terremoti ogni 500 anni e invece abbiamo avuto un terremoto dopo l'altro tutti superiori all'8 grado di magnitudo. Inoltre l'ultimo terremoto in Indonesia avrebbe dovuto provocare un'altra piccola scossa in ASIA, ma questa scossa di grado inferiore si è avuta in Messico. La terra è stata scossa da ben 39 terremoti apparsi in tutto il globo. "Tutto questo", conclude il sismologo, "non è assolutamente normale".


Shocked pale
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Messaggio Da silence Lun 23 Apr - 17:26


Moria delle api, disastro ambientale causato dagli insetticidi: “Bisogna vietarli”
Da quando il ministero della Salute ha sospeso l’uso dei neonicotinoidi per la concia di sementi, c'è stato un miglioramento. Il Consiglio per la ricerca di apicoltura: "E' importante che tale sospensione, in scadenza al 30 di giugno 2012, sia prorogata"


La mortalità delle api è ancora un indicatore che documenta il benessere ecologico ed economico del paese. Attraverso l’impollinazione le api sostengono la vita dell’84% delle piante, e del 75% di quelle di interesse alimentare. In Italia si stimano un milione e 100mila alveari, gestiti da circa 75.000 apicoltori, per un valore economico di circa 1.500 milioni di euro all’anno. Così, mentre l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) è impegnata in alcuni progetti scientifici per esprimersi sul legame fra alcuni agrofarmaci sistemici (su tutti gli insetticidi neonicotinoidi) e la moria delle api, sono stati pubblicati diversi e autorevoli studi che dimostrano inequivocabilmente tale legame.

Gli insetticidi neonicotinoidi sono una delle principali cause della disastrosa moria delle api, e questo è confermato anche dai dati della ricerca che il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha affidato al Cra (Consiglio per la ricerca di apicoltura), coordinata da Marco Lodesani. Certo alla moria delle api contribuiscono anche fattori di ambientali, come il cambiamento climatico o gli stress nutrizionali, o la scelta di ceppi d’api non autoctone, ma da quando il ministero della Salute ha sospeso l’uso dei neonicotinoidi per la concia di sementi, soprattutto del mais nel Nord Italia, la moria è considerevolmente diminuita. Perciò è importante che tale sospensione, in scadenza al 30 di giugno 2012, sia prorogata. E anzi occorre vietare definitivamente l’uso dei neonicotinoidi (di cui eravamo fra i primi utilizzatori in Europa), non solo nella concia del mais, ma anche in tutte le altre colture dove sono impiegati in spray o nella fertirrigazione.

Tanto più questi insetticidi non aiutano nemmeno ad aumentare le produzioni, come attestano i dati degli ultimi anni. “Dal 2002 al 2008 il calo della produzione nazionale di miele è arrivato progressivamente al 50%” dice Francesco Panella, presidente Unaapi (Unione nazionale apicoltori italiani): “Dopo la sospensione dei neonicotinoidi, invece, siamo ritornati alle nostre produzioni. Oggi, nonostante la crisi, l’apicoltura è uno dei pochi settori dove le aziende stanno crescendo”.

“C’è poco da discutere su questi insetticidi” commenta Vincenzo Girolami, docente di entomologia agraria all’Università di Padova: “Servono solo ad aumentare il budget delle multinazionali e non le produzioni. Da quando sono stati sospesi per la concia del mais, la produzione del mais stesso è aumentata in modo incredibile. È da trent’anni che mi batto perché gli agricoltori siano abbastanza furbi da non usarli. Ora sul fattore della mortalità delle api interverrà l’Efsa, che la gente pensa sia un autorità europea indipendente, ma questo non mi lascia affatto tranquillo: metà dei miei colleghi ricercatori non sono veramente indipendenti ma sono in pratica pagati dalle multinazionali, tanto in Germania quanto in Inghilterra”. Perfino il pm Raffaele Guariniello, della Procura della Repubblica di Torino, è intervenuto nella vicenda mesi fa, conducendo un’inchiesta e accusando la Bayer CropScience di Milano e la Syngenta Crop Protection Italia di “diffusione di malattie degli animali pericolose per il patrimonio zootecnico e per l’economia nazionale”. Insomma la ricerca del Cra e di tutte le università che vi hanno collaborato, ha portato finalmente alla creazione di una rete di monitoraggio nazionale degli alveari e del loro stato sanitario: da ciò si è visto che per salvare le api, e dunque l’agricoltura, bisogna cambiare i metodi di lotta agli insetti dannosi. Oppure tornare a far ruotare le colture.

23 aprile 2012
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Messaggio Da silence Dom 29 Apr - 15:28


'Il carbone Enel fa un morto al giorno
e costa oltre due miliardi di euro l'anno'

Greenpeace anticipa il report basato sulle ricerche della fondazione olandese Somo e della European Environmental Agency. Emergono investimenti minimi nelle rinnovabili e sostegno alle fonti fossili

29 aprile 2012

Un morto al giorno, 366 l’anno per la precisione. Sono quelli riconducibili all’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone dell’Enel secondo la proiezione della Fondazione Somo per Greenpeace Italia. Applicando i parametri dell’Agenzia Europea per l’Ambiente alle emissioni in atmosfera delle centrali della compagnia ex pubblica emerge che “le morti premature associabili alla produzione di energia da fonti fossili di Enel per l’anno 2009 in Italia sono 460. I danni associati a queste stesse emissioni sono stimabili come prossimi ai 2,4 miliardi di euro.
di Marco Atella e Andrea Di Stefano


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Messaggio Da silence Ven 4 Mag - 16:58

Il bluff della tariffa bioraria Ora l’energia di sera costa di più

Concentrare i consumi di elettricità dalle 19 in poi permette di risparmiare meno dell’1% rispetto alle ore diurne. La causa è una distorsione in atto nel mercato energetico, dovuta forse a una guerra dei prezzi tra rinnovabili e fonti tradizionali. Su cui l’Authority ha annunciato un’indagine
Aspettare il tramonto per accendere la lavatrice o il ferro da stiro non conviene più. La tariffa bioraria dell’energia elettrica, introdotta nel 2010 per favorire il risparmio grazie a prezzi vantaggiosi nelle ore serali, non è più a buon mercato come prima. Anzi: a volte usare la corrente dalle 19 in poi costa di più rispetto alla fascia diurna F1, orario di punta con i maggiori consumi (nei giorni feriali dalle 8 alle 19).

A svelare il perché è un’inchiesta del Salvagente: s’ipotizza che la causa sia l’avvento sul mercato energetico delle rinnovabili, fotovoltaico ed eolico in testa. L’energia che giunge nelle nostre case ha una provenienza mista: arriva dalle centrali elettriche, ma anche da pannelli solari e pale eoliche. Le fonti pulite, nelle ore del giorno in cui vanno a pieno regime, hanno la precedenza sulle altre, e così riducono l’attivazione delle centrali tradizionali, che entrano in azione solo in orari periferici. Ne deriva una guerra dei prezzi, in cui i produttori di energia tradizionale cercano di rifarsi dei mancati guadagni diurni alzando le tariffe di sera. Interpellata dalle associazioni dei consumatori l’Authority dell’energia elettrica e del gas rassicura: «La bioraria conviene ancora: c’è stato un avvicinamento, non un’inversione tra le fasce orarie. Ma stiamo pensando di rivedere il sistema per renderlo ‘più flessibile’».

Il meccanismo sfasato. Secondo il Salvagente, l’utente attento che concentra il 70% dei propri consumi elettrici nelle fasce serali ora risparmia circa 4,80 euro, pari a solo l’1% in meno in bolletta. Un risparmio irrisorio, che ha il sapore di una beffa. Destinato peraltro a ridursi ancora in futuro. Alla base dei rincari – rivela l’inchiesta – c’è un fenomeno in atto da poco nella Borsa elettrica, il mercato di compravendita dell’energia. Prima del boom del fotovoltaico, avvenuto negli ultimi mesi del 2011, in Borsa si registravano due picchi di prezzo: uno diurno, il cosiddetto “peak shaving” delle 11, e uno serale, tra le 18 e le 20. Ora il primo è del tutto scomparso e il secondo è salito alle stelle. La ragione è che il fotovoltaico produce energia a costi marginali nulli, e così di giorno riesce a offrire elettricità a prezzi molto bassi.

Si stima che nel 2011 il sole abbia tagliato dalle bollette circa 400 milioni di euro. Gli impianti tradizionali, schiacciati dalla concorrenza dell’energia solare, sono costretti spesso a restare spenti durante il giorno, dunque lavorano meno e devono rifarsi con prezzi più alti alla sera. Soprattutto chi ha investito in nuovi impianti a ciclo combinato. La conferma arriva da Assoelettrica, organismo di categoria delle imprese elettriche: «I costi di produzione salgono perché anche se gli impianti vengono chiamati a produrre solo per 2-3 ore, a causa dei tempi di accensione e spegnimento, devono comunque restare accesi anche per 9 ore». La conseguenza è una distorsione del mercato energetico, a tal punto che qualcuno sospetta l’esistenza di un cartello, cioè un accordo tra produttori per falsare la concorrenza.

La risposta dell’Authority. Allertate dagli aumenti nelle ore serali, le associazioni dei consumatori hanno chiesto un incontro all’Autorità dell’energia elettrica e del gas. Intanto il presidente Guido Bordoni ha già annunciato un’inchiesta sull’accaduto ed è intervenuto sull’argomento nel corso di un’audizione in Commissione industria del Senato. «Per meglio comprendere gli effetti di questo fenomeno – riferisce una nota – l’Authority sta sviluppando analisi volte a valutare l’evoluzione dei costi degli impianti in vista di eventuali provvedimenti. L’integrazione delle fonti rinnovabili richiederà, a livello europeo, di rivedere l’attuale disegno di mercato, pensato per un parco elettrico tradizionale».

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Tratto da: | Informare per Resistere
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